Lasciamo traccia dei libri che abbiamo letto e amato

Nella carne
Nella carne

David Szalay

Commentato da: camaleonda

Lettera aperta
Lettera aperta

Goliarda Sapienza

Commentato da: giur

I convitati di pietra
I convitati di pietra

Michele Mari

Commentato da: lou

Kolchoz
Kolchoz

Emmanuel Carrère

Commentato da: lou

Il testimone chiave
Il testimone chiave

Sarah Savioli

Commentato da: giur

Il cuore non va a dormire
Il cuore non va a dormire

Enrico Galiano

Commentato da: valewanda

La carità carnale
La carità carnale

Monica Acito

Commentato da: valewanda

Una vita come tante
Una vita come tante

Hania Yanagihara

Commentato da: martha

L'idiota di famiglia
L'idiota di famiglia

Dario Ferrari

Commentato da: lou

La casa del mago
La casa del mago

Emanuele Trevi

Commentato da: norah

Partenze
Partenze

Julian Barnes

Commentato da: lou

L’inventario dei sogni
L’inventario dei sogni

Chimamanda Ngozi Adichie

Commentato da: martha

I Nostri libri preferiti

Metodo per diventare un altro

di Edouard Louis

Quasi un decennio dopo “Farla finita con Eddy Bellegueule”, il suo esordio divenuto un caso editoriale internazionale, Édouard Louis torna a parlare della sua storia e lo fa con un romanzo malinconico, lucido e affascinante. Una storia di apprendimento, di lotta e di metamorfosi per sfuggire alla povertà, alla violenza e all’esclusione. Il racconto del percorso lungo e doloroso che l’ha portato da un’infanzia difficile, segnata dalla miseria economica, morale e culturale, ad affermarsi come una delle voci più forti e interessanti della letteratura francese. Metodo per diventare un altro è un viaggio che, da racconto autobiografico, si fa denuncia della società e del sistema di valori in cui viviamo, ma che vuol essere anche una speranza per chiunque voglia, sopra ogni cosa, essere se stesso.
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La solitudine di Sonia e Sunny

di Kiran Desai

Ancora non si conoscono, Sonia e Sunny, malgrado il tentativo dei genitori di combinare il loro matrimonio. Sono entrambi indiani, figli di famiglie agiate che li hanno mandati a studiare e a farsi una carriera negli Stati Uniti: Sonia, che vive in un college nel nevoso Vermont, sogna di diventare scrittrice ed è invischiata in una relazione tossica con un pittore folle e narcisista; Sunny è un giornalista agli esordi, irrequieto e ambizioso, che tenta di costruirsi un futuro a New York per sfuggire a una madre tirannica e possessiva. Non si conoscono, ma tutti e due avvertono la solitudine di chi, sradicato, si ritrova in bilico fra due mondi, sospeso tra il desiderio di recidere i legami con una cultura sentita come arretrata e oppressiva e l’impossibilità di accogliere fino in fondo una nuova identità. Sarà un incontro fortuito su un treno notturno, in India, a far nascere un amore travolgente ma fragile, minato da incertezze e timori, cui seguirà un lungo distacco e una serie interminabile di avventure e disavventure – viaggi, malattie, faide familiari, delitti, trasformazioni – forse dovute alla perdita di un misterioso amuleto tibetano, che Sonia e Sunny dovranno ritrovare per ritrovarsi. Entrare in questo libro è come immergersi nelle acque di un fiume che si getta in altri fiumi, sempre più ampi e vorticosi, fino a formare un oceano di storie: storie intrecciate le une alle altre, che solo dopo essere attraversate rivelano il suo «tesoro nascosto». È la magia dei grandi romanzi. E La solitudine di Sonia e Sunny, di Kiran Desai – con la sua scrittura oceanica e traboccante di immagini, di colori, di humour – dovrebbe essere salutato come uno dei romanzi magici dei nostri tempi.
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Anna Karenina

di Lev Tolstoj

Dopo l’imponente affresco storico di Guerra e pace – «libro sul passato», per definizione dello stesso autore – Lev Tolstoj si dedica finalmente alla Russia a lui coeva e a un «romanzo di vita contemporanea». Anna Karenina, appunto. Dodici sono le redazioni attraverso le quali lo scrittore trasforma la sfrontata, eccessiva Tat’jana (che muore affogata, ma con un’annotazione a margine: treno?) nella sensuale ma ancora rozza Nanà e – finalmente, dalla quarta variante – in Anna Arkad’evna Karenina, cesellandone via via quella disperata profondità emotiva che fece scrivere a Sergej Dovlatov: «La peggiore sciagura della mia vita? La morte di Anna Karenina». Il successo di pubblico fu subito straordinario. I lettori attesero con trepidazione le sette parti che la rivista «Russkij vestnik» («Il messaggero russo») pubblicò dal 1875 al 1877 (l’ottava, politicamente sdrucciola, Tolstoj dovette farla uscire a proprie spese), cosí come l’agognato volume nel 1878. Accolto dalla critica come un «romanzo frivolo dell’alta società» e annunciato nel 1885 in traduzione italiana dalla «Gazzetta di Torino» con la certezza che avrebbe suscitato «profonda, incancellabile impressione sull’animo dei lettori e specialmente su quello delle lettrici », nel corso dei decenni la scelta di Anna Karenina, la sua sfida al beau monde e il suo drammatico suicidio preparato dalla meschinità, dal decoro, dall’ordito di convenzioni ben inamidate, sono stati oggetto di interpretazioni di ogni sorta. Mai tuttavia venne messa in dubbio l’esaltante modernità dell’opera. Una modernità ancora vitale, se un sondaggio di «TIME» la colloca – nel 2007 – al primo posto fra i dieci romanzi imprescindibili di tutti i tempi e di tutte le letterature. E che lo leggiate di nascosto sotto le coperte come Daniel Pennac, che ci colmiate le ore d’insonnia tanto quanto la protagonista di Sonno di Murakami Haruki o che scegliate di chiamare Karenin il vostro cane come Tomás e Tereza de L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, quella meravigliosa «porcheria » che è Anna Karenina (cosí la definí, a pochi anni dalla pubblicazione, un Tolstoj già in cerca di altre vie) non potrà che celebrare, per l’ennesima volta, il suo incanto.
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Nella carne

di David Szalay

È un cerchio perfetto la vita di István, che si dipana in un’alternanza di successi e disfatte sullo sfondo della storia europea degli ultimi quarant’anni. Dall’Ungheria a Londra e ritorno, dal crollo della Cortina di ferro alla pandemia, passando per la seconda guerra del Golfo e l’ingresso nell’Unione Europea dei Paesi dell’ex blocco sovietico, la sua è la parabola di un uomo in balìa di forze che non è in grado di controllare: non solo quelle all’opera sullo scacchiere politico del Vecchio Continente, che lo manovrano come un fantoccio, ma anche quelle – istintive – che ne governano la carne, spesso imprimendo svolte decisive alla sua esistenza. Tutto – i traumi e i lutti, i traguardi raggiunti e le potenziali soddisfazioni – lo lascia ugualmente impassibile, pronto a fronteggiare ogni accadimento, dal più fortunato al più tragico, con l’arma del suo laconico: «Okay». E forse è davvero questa l’unica ricetta per attraversare incolumi il tempo che ci è concesso in sorte: solcarlo senza illusioni, abbandonandosi alla corrente. Con questo romanzo David Szalay ci consegna un personaggio insieme magnetico e respingente, un discendente ideale della stirpe di Barry Lyndon e Meursault – e si conferma uno dei più singolari e ironici cantori del nostro acuto smarrimento.
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Gli anni in bianco e nero

di Francesca Giannone

Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni '60, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.
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L'Avversario

di Emmanuel Carrère

"Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano. L'inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient'altro. Da diciott'anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla. Sul punto di essere scoperto, ha preferito sopprimere le persone il cui sguardo non sarebbe riuscito a sopportare. È stato condannato all'ergastolo. Sono entrato in contatto con lui e ho assistito al processo. Ho cercato di raccontare con precisione, giorno per giorno, quella vita di solitudine, di impostura e di assenza. Di immaginare che cosa passasse per la testa di quell'uomo durante le lunghe ore vuote, senza progetti e senza testimoni, che tutti presumevano trascorresse al lavoro, e che trascorreva invece nel parcheggio di un'autostrada o nei boschi del Giura. Di capire, infine, che cosa, in un'esperienza umana tanto estrema, mi abbia così profondamente turbato - e turbi, credo, ciascuno di noi." (Emmanuel Carrère)
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News e Approfondimenti

Approfondimenti · 06 Agosto 2026

Le nostre letture estive, presto sul sito!

Anna Karenina - Lev Tolstoj: un classico intramontabile e travolgente, da recuperare almeno una volta nella vita, e quale momento migliore dell’estate per farlo 
La solitudine di Sonia e Sunny - Kiran Desai: un romanzo delicato sui legami familiari, la solitudine e la ricerca del proprio posto nel mondo, ambientato tra India e Stati Uniti
Metodo per diventare un altro - Édouard Louis: una storia di riscatto ed emancipazione in cui lo scrittore si mette a nudo e racconta la sua difficile infanzia e la tanto desiderata metamorfosi
Nella carne - David Szalay: vincitore del Booker Prize 2025, questo romanzo trasporta nell’imprevedibile vita di István, personaggio impassibile e magnetico allo stesso tempo
Gli anni in bianco e nero - Francesca Giannone: il nuovo romanzo dell’autrice ambientato nel Salento degli anni ‘60, nella vita di quattro sorelle alle prese con restrizioni e voglia di emancipazione
Presto tutti su inostrilibri.it ✨

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Approfondimenti · 18 Maggio 2026

Vi consigliamo un podcast, "Parlarne tra amici"

Dobbiamo proprio riconoscere che il podcast Parlarne tra amici, di Daria Bignardi insieme a Stefano Sgambati e Silvia Righini, sa trasmettere in modo spontaneo e appassionato l'amore per la lettura. 

Ogni episodio è capace di offrire spunti non banali spaziando dai classici alla letteratura contemporanea, con un approccio fresco e personale. 

La puntata su Carver è per noi una delle migliori. Ci ha fatto venire voglia di rileggere le opere del maestro delle short stories americano. 

Fra tutti, partiremmo sicuramente da Cattedrale e Di cosa parliamo quando parliamo di amore.

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News · 30 Dicembre 2025

La classifica del “quarto di secolo” de “La Lettura”

Il supplemento ”La lettura” del Corriere ha stilato la classifica dei libri più significativi del primo quarto di secolo, in base al giudizio di 24 collaboratori del supplemento culturale.

Al primo posto “L’anno del pensiero magico” di Joan Didion

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News · 12 Novembre 2025

David Szalay vince il Booker Prize 2025 con «Nella carne»

David Szalay ha vinto il Booker Price 2025, il premio letterario assegnato annualmente al miglior romanzo in lingua inglese pubblicato nel Regno Unito e in Irlanda. 

Un'avvincente narrazione che attraversa quarant'anni di storia europea, affrontando i temi della migrazione e della mascolinità.

Di Szalay avevamo letto anche “Turbolenza” (2019) e “Tutto quello che è un uomo" (2016). 

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Approfondimenti · 09 Ottobre 2025

Il Premio Nobel per la Letteratura 2025

Dobbiamo confessarlo: Lászlò Krasznahorkai non lo conoscevamo…

Lo scrittore ungherese è stato premiato dall'Accademia Svedese per “la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell'arte”. 

A questo punto cercheremo di colmare la lacuna leggendo i suoi libri pubblicati in italiano. I più noti sono “Satantango” e “Melancolia della resistenza”. 

 

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News · 27 Luglio 2025

De Silva vince il premio Viareggio 2025

Diego De Silva ha vinto il premio Viareggio-Rèpaci 2025 per la categoria “Narrativa” con il bel libro “I titoli di coda di una vita insieme”.

«Sono molto contento, al di là di ogni retorica” ha dichiarato l’autore. E non soltanto per l'importanza e il prestigio del premio letterario ma perché i giurati hanno scelto un libro per me molto importante, non malinconico. È un racconto psicologico-letterario nel quale ho affrontato un tema che mi sta troppo a cuore: la sintassi dell'addio, ovvero come cambia il linguaggio tra due persone che si lasciano dopo essersi molto amate. "

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