Mio padre, tuo padre di Carola Benedetto E Luciana Cilienti

di Carola Benedetto E Luciana Cilienti

Mio padre, tuo padre

Due padri. Due figlie. Un solo dolore. MIO PADRE, Rami Elhanan, israeliano, e Bassam Aramin, palestinese, vivono sui due lati opposti di un confine, divisi da lingue, religioni, storie, bandiere. Ma un giorno, qualcosa spezza le loro vite: Smadar e Abir, le loro figlie, vengono uccise. Una da un soldato dell’IDF, l’Esercito di Difesa Israeliano, appena fuori da scuola. L’altra da un attentato palestinese in pieno centro a Gerusalemme. Potrebbero odiarsi. Potrebbero decidere di imbracciare le armi e cercare vendetta. E invece decidono di parlarsi, di ascoltarsi, di lottare insieme perché nessun altro debba soffrire come loro. Decidono di spezzare il ciclo dell’odio: un meccanismo che porta a rispondere a ogni azione violenta con altra violenza, innescando una catena senza fine, inutile, perché non riporterà indietro chi non c’è più. In questo racconto le voci di Abir e Smadar si alternano a quelle della narrazione, risuonando tra le pagine con forza e dolcezza, e ricordandoci che la pace non è un sogno lontano, ma una scelta da fare ogni giorno. Un libro che parla di guerra e di lutto, ma anche di coraggio, memoria e dialogo. Perché costruire la pace è la missione più difficile e più urgente – che ci sia.

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uma
Commentato per la prima volta da: uma

Genere: Per ragazzi

Anno di pubblicazione: 2025

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1 Commento presente

  • uma
    uma
    21 Agosto 2026
    Due padri: Rami Elham, israeliano, e Bassam Armani, palestinese. Non hanno nulla in comune tranne l’odio che potrebbero vicendevolmente provare. Un giorno le loro vite vengono spezzate da uno stesso immenso dolore: Smadar e Abir, le loro giovani figlie, vengono uccise, l’una in un attentato palestinese in centro a Gerusalemme, l’altra da un soldato dell’IDF. La narrazione è intervallata dalle lettere immaginarie ma poeticamente vere che Smadar e Abir si scambiano, dalle quali emerge con forza la volontà di spezzare la catena dell’odio con il dialogo, la conoscenza e il rispetto reciproco. I due padri, che invece di imbracciare le armi hanno deciso di parlarsi e lottare perché nessun altro soffra come loro, ci ricordano che la pace non è un’utopia ma una scelta fa fare ogni giorno, anche nelle nostre vite.

    La pace non è un sogno lontano o ingenuo, ma una scelta quotidiana

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