Il custode di Niccolò Ammaniti

di Niccolò Ammaniti

Il custode

In uno sperduto borgo della Sicilia, una striscia di case gettate alla rinfusa su una grande spiaggia, vive la famiglia Vasciaveo. Il tredicenne Nilo, la madre Agata e la zia Rosi. Ufficialmente si occupano di lavorare e rivendere marmo, ma è solo una copertura. I Vasciaveo sono da secoli, anzi da millenni, i custodi di qualcosa di indicibile. L’arrivo in paese di Arianna – giovane donna bella e alla deriva – e della figlia Saskia rompe gli equilibri che tengono in piedi le loro esistenze. Essere custodi della cosa nel bagno equivale anche a esserne prigionieri. Un sacrificio che Nilo, dopo aver conosciuto l’amore, non potrà più sopportare.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2026

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2 Commenti presenti

  • valewanda
    27 Agosto 2026
    «Alle donne della mia vita». Questa è la dedica di Ammaniti al suo ritorno, con questo libro, che in realtà è quasi un lungo racconto. Il suo invito è quello di riscoprire le storie sommerse, dare voce a chi è stato reso di marmo dal giudizio altrui. Pur non amando in generale le storie dark, con un che di non reale che mi disturba, ad Ammaniti perdono tutto, perché ciò che sta dietro a questo libro è un grande messaggio, e tale è la vera ricchezza. La storia prende le fila dalla tragedia del mito di Medusa, per trasportarla nel presente, tra smartphone, storie Instagram e il rumore assordante della vita ordinaria di una cittadina della provincia siciliana, in cui irrompe la presenza struggente di Arianna e della figlia Saskia e il dolore della loro vita ai margini. I temi che Ammaniti solleva sono vari, e ancora una volta dimostra di riuscire a raccontare l’adolescenza, dove i mostri sono reali e la vera salvezza e' riuscire a guardare l’orrore dritto in faccia, anche a rischio di restare di pietra. Varie sono le tematiche affrontate, oltre alla crescita adolescenziale: il peso dell’eredità familiare, il rapporto con il mistero, la paura dell’ignoto, il desiderio di salvezza, ma soprattutto la dimensione femminile, che la società spesso preferisce pietrificare invece che comprendere. Il mito di Medusa viene sbattuto nel presente, come simbolo, che tuttavia non viene spiegato fino in fondo, ma lasciato al lettore, e impresso nella sua memoria. Come tanti libri di Ammaniti, è solo dopo averli letti che inizia un'operazione interpretativa che al lettore resta per giorni a sedimentare, alimentata da tutte le immagini che è riuscito a trasferire, con la magistrale scrittura. Forse, se fosse stato più lungo, avrebbe meritato ancora di più.

    “Noi siamo fatti di quello che siamo e di quello che vorremmo essere. Una parte senza l’altra non esiste, come il dritto e il rovescio di una maglietta.”

  • lou
    lou
    11 Aprile 2026
    La fantasia prodigiosa di Ammaniti trova un'altra occasione in questo breve romanzo, una favola dark che incrocia la mitologia classica con la squallida umanità della provincia meridionale più degradata e remota. E ancora una volta la voce è quella di un ragazzino, che subisce i condizionamenti e le violenze degli adulti e che si trova a scoprire l'amore e la pulsione sessuale, con esiti rovinosi. Una storia grottesca, con connotazioni fantasy e con caratterizzazioni caricaturali che pennellano efficacemente le miserie umane.

    Di tutta questa storia due cose non mi tornano. La prima, com'è possibile che si possa essere contemporaneamente dea della guerra e della saggezza? Una è l'opposto dell'altra. E poi perché Atena invece di punire Poseidone se l'era presa con la povera Medusa? Sui libri di mitologia non avevo trovato risposte, ma mamma me lo aveva spiegato. Gli dèi sono più umani degli umani e non sono mai giusti. Sono rabbiosi, permalosi, scorretti, e spesso invidiosi. Atena era innamorata di Poseidone e, accecata dalla gelosia, ha incolpato Medusa di averlo sedotto e l'ha trasformata in un mostro.

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