Lettera aperta di Goliarda Sapienza

di Goliarda Sapienza

Lettera aperta

Guerresca e pacifica, aggressiva e mite. Così è Goliarda Sapienza anche da bambina: una bambina che vive un suo mondo violento, senza nessuna concessione, che piange con lacrime di rabbia, che respira l'aspra bellezza siciliana, che vede i suoi genitori per quello che sono: una madre sindacalista, tenace nel distinguersi da tutte le altre "donnette", un padre siciliano dalla testa ai piedi. E per rimettere ordine tra le bugie dei ricordi, recupera dalla memoria frammenti di sé che a poco a poco si compongono nel percorso di una donna che vuole essere padrona della sua vita e della sua felicità. Innocente, ricco, tenero, delirante, doloroso come solo l'infanzia e l'adolescenza possono essere, Lettera aperta è il prezzo d'amore pagato da chi ha affrontato una realtà incandescente che prima non era in grado di affrontare, lasciandosi così alle spalle le "cose brutte che ci sono qua dentro".

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giur
Commentato per la prima volta da: giur

Genere: (auto)biografie

Anno di pubblicazione: 1967

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1 Commento presente

  • giur
    10 Agosto 2026
    Non avendo ancora mai letto qualcosa di Goliarda Sapienza prima, questo è stato il testo della "scoperta" per me... ed è un libro perfetto, in questo senso. L'autrice ci fa entrare, senza alcuna fatica, anzi con naturalezza e semplicità, nei suoi pensieri e ricordi. Proprio perché noi tutti rimaneggiamo (mentalmente) tutto ciò che viviamo, il testo non è da considerare una biografia tradizionale, ma un insieme di flash, comunque messi in ordine (non troppo lineare) e che assolvono a una scopo: raccontarci una parte di vita, attraverso la soggettività dell'autrice. La storia si popola di "personaggi" ricorrenti e aneddoti formativi, che tornano dall'infanzia a influenzare l'età adulta. La scrittura è scorrevole, verrebbe da dire perché sincera e minimamente mediata: Sapienza non cerca metodi arzigogolati per spiegarci come episodi (sicuramente memorabili) e persone l'abbiano segnata, ci dice fin da subito che non parlerà di verità. In fondo, lo sappiamo bene, i ricordi mistificano e confondono la "verità". Trovo che questo sia un libro davvero bello, ha pagine di sincerità fantastica, che viene voglia di rileggere (ho trovato che soprattutto nei passaggi dedicati al rapporto con la madre, che si fa figlia, ci fosse molta bellezza). Assolutamente un buon testo per conoscere un'autrice che sta vivendo un momento di meritata riscoperta, da qualche anno a questa parte!

    Parlando, dalla reazione di chi ascolta, puoi capire cosa va tenuto e cosa buttato. Ho bisogno di voi per liberarmi di tutte le cose inutili che affollano questa stanza. Ho la bocca piena della loro polvere. Ho detto un minimo di ordine, non di verità. Anche voi associate la parola "ordine" con la parola "verità", e la parola "intelligenza" con la parola "bontà"? Ho fatto sempre questo errore.

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