Venivamo tutte per mare di Julie Otsuka

di Julie Otsuka

Venivamo tutte per mare

Una voce forte, corale e ipnotica racconta la vita straordinaria di un gruppo di donne – le cosiddette «spose in fotografia» – partite dal Giappone per andare in sposa agli immigrati giapponesi in America, a cominciare dal loro primo, arduo viaggio collettivo attraverso l’oceano. È su quella nave affollata che le giovani, ignare e piene di speranza, si scambiano le fotografie dei mariti sconosciuti, immaginano insieme il futuro incerto in una terra straniera. Seguirà l’arrivo a San Francisco, la prima notte di nozze, il lavoro sfibrante, la lotta per imparare una nuova lingua e capire una nuova cultura, l’esperienza del parto e della maternità, il devastante arrivo della guerra, con l’attacco di Pearl Harbour e la decisione di Franklin D. Roosevelt di considerare i cittadini americani di origine giapponese come potenziali nemici.

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valewanda
Commentato per la prima volta da: valewanda

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2012

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1 Commento presente

  • valewanda
    08 Aprile 2024
    Ho letto questo libro per il mio club di lettura, una bella occasione per affrontare un testo che avrei sempre voluto leggere. È una storia corale, tante voci raccontano il destino delle giovani donne giapponesi che nei primi anni del novecento furono “costrette” a sposare uomini giapponesi emigrati in America, a San Francisco. visti solo in fotografia. Il viaggio verso l’America è il viaggio del loro cambiamento, della loro nuova vita, a immaginarsi il loro uomo. Il racconto prosegue narrando ciò che accadde a queste donne e alle proprie famiglie durante la seconda guerra mondiale, vite perse e mai ritrovate. Voci  distinte e poi riunite, storie frammentate che alla fine danno un quadro d’insieme di una storia poco conosciuta ma importante. Da leggere e approfondire.  

    "Di notte sognavamo i nostri mariti. Sognavamo sandali di legno nuovi e lunghissime pezze di seta color indaco, e sognavamo di vivere, un giorno, in una casa con il camino. Sognavamo di essere bella e alte”.

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