V13 di Emmanuel Carrère

di Emmanuel Carrère

V13

Scandito in tre parti – «Le vittime», «Gli imputati», «La corte» –, V13 raccoglie, rie­laborati e accresciuti, gli articoli (apparsi a cadenza settimanale sui principali quoti­diani europei) in cui Emmanuel Carrère ha riferito le udienze del processo ai compli­ci e all’unico sopravvissuto fra gli autori de­gli attentati terroristici avvenuti a Parigi il 13 novembre 2015 – attentati che, tra il Ba­taclan, lo Stade de France e i bistrot presi di mira, hanno causato centotrenta morti e oltre trecentocinquanta feriti. Ogni mat­tina, per quasi dieci mesi, Carrère si è se­duto nell’enorme «scatola di legno bian­co» fatta costruire appositamente e ha a­scoltato il resoconto di quelle «esperienze estreme di morte e di vita» – le testimo­nianze atroci di chi ha perduto una perso­na cara o è scampato alla carneficina stri­sciando in mezzo ai cadaveri, i silenzi e i balbettii degli imputati, le parole dei ma­gistrati e degli avvocati –, e lo ha racconta­to, come solo lui sa fare, senza mai scivola­re nell’enfasi o nel patetismo, e riuscendo a cogliere non solo l’umanità degli uni e degli altri (sconvolgente, ammirevole o a­bietta che fosse), ma anche, talvolta, la qua­si insostenibile ironia dei discorsi e delle situazioni. Da questo viaggio al termine dell’orrore e della pietà, da questo grovi­glio di ferocia, di fanatismo, di follia e di sofferenza, Carrère sa, fin dal primo gior­no, che uscirà cambiato – così come uscirà cambiato, dalla lettura del suo libro, cia­scuno di noi.

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liz
Commentato per la prima volta da: liz

Genere: Saggistica

Anno di pubblicazione: 2023

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2 Commenti presenti

  • lou
    lou
    30 Giugno 2023
    Sono passato recentemente davanti al Bataclan, provando sgomento di fronte alla stele e alla targa che commemorano in modo fin troppo discreto una delle pagine più drammatiche della recente storia francese. Carrère invece riesce a restituire l’enormità di quanto accaduto la sera del 13 Novembre 2015, riportando con precisione e con documentata analisi gli atti del processo, a cui ha assistito regolarmente come inviato del settimanale francese Obs, cercando di indagare le origini di un atto di tale brutalità e orrore. Al di là dell’esito del processo, e delle testimonianze raccolte (quelle dei sopravvissuti sono quasi insopportabili per la crudezza dei particolari), ciò che davvero conta alla fine è sancire la prevalenza del diritto e della giustizia democratica rispetto alla barbarie.

    Abbiamo dimenticato il grande precetto di Spinoza: non deridere, non compiangere, non condannare, comprendere soltanto.

  • liz
    liz
    26 Aprile 2023
    Cronaca del V13, ovvero il maxi processo francese per gli attentanti di Parigi del 13 novembre 2015, questo libro è il risultato dei dieci mesi che Carrère ha passato ad ascoltare le testimonianze delle centinaia di persone coinvolte. La particolarità di questo processo, unico nel suo genere, è stata la quasi totale mancanza di imputati, in quanto la maggior parte è morta suicida negli attentati, mentre quelli presenti al processo sono stati quasi tutti marginali ai fatti. La particolarità del V13 infatti è proprio lo spazio maggiore dato alla sofferenza, ai racconti dei superstiti e delle famiglie delle vittime, che hanno avuto modo di rendere pubblico il loro dolore e dargli una forma di giustizia. L’obiettivo di Carrère come in molti suoi libri è cercare di comprendere quanto successo e sospendere il giudizio, che dopotutto è nelle mani di uno dei più preparati tribunali, e in questo modo riesce ancora una volta a trasmettere l’umanità presente anche in fatti così disumani. 

    Questo è ciò che è, o dovrebbe essere, un processo: all’inizio si depone la sofferenza, alla fine si rende giustizia. 

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