Tutta la vita che resta di Roberta Recchia

di Roberta Recchia

Tutta la vita che resta

Uno strappo che sembrava impossibile da ricucire, una famiglia che nel corso degli anni ritrova la strada nella forza dei legami. Ci sono libri che ti entrano dentro, che ti accompagnano per mano nella vita di tutti i giorni. È ciò che succede con l’esordio magnetico di Roberta Recchia, una storia da cui non ci si stacca, con protagonisti vivi, autentici. Come Marisa e Stelvio Ansaldo, che nella Roma degli anni Cinquanta si innamorano nella bottega del sor Ettore, il padre di lei. La loro è una di quelle famiglie dei film d’amore in bianco e nero, fino a quando, anni dopo, l’adorata figlia sedicenne Betta – bellissima e intraprendente – viene uccisa sul litorale laziale, e tutti perdono il proprio centro. Quell’affetto e quella complicità reciproca non ci sono più, solo la pena per la figlia persa per sempre. Nessuno sa, però, che insieme a Betta sulla spiaggia c’era sua cugina Miriam, al contrario timida e introversa, anche lei vittima di un’indicibile violenza. Sullo sfondo di un’indagine rallentata da omissioni e pregiudizi verso un’adolescente che affrontava la vita con tutta l’esuberanza della sua età, Marisa e Miriam devono confrontarsi con il peso quotidiano della propria tragedia. Il segreto di quella notte diventa un macigno per Miriam fin quando – ormai al limite – l’incontro con Leo, un giovane di borgata, porta una luce inaspettata: l’inizio di un amore che fa breccia dove nessuno ha osato guardare.

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valewanda
Commentato per la prima volta da: valewanda

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2024

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1 Commento presente

  • valewanda
    24 Luglio 2025
    Estate, un periodo non semplice per tante ragioni, anche se all'apparenza tutti vogliono che lo sia. Io d'estate leggo libri forti, in cui affondo letteralmente e voglio navigare tra le mie lacrime. Roberta Recchia mi ha colpito e affondato, la sua scrittura è profonda, poetica, forte, impossibile non rimanerne colpiti. Si incrociano vite e dolori di una famiglia, e di chi ruota attorno ai personaggi di questa. Betta e la sua famiglia, straziati dal dolore, incapaci di rialzarsi e per molto tempo di sorreggersi per superare una perdita impossibile da accettare. Miriam, che per troppo ha fatto finta, cercato di cacciare lontano una realtà troppo ingombrante, e così si è lasciata morire dentro, di solitudine e di freddo dolore. Vite che scorrono senza trovare una luce, per molte pagine, in cui ci si immerge senza sosta sperando in un riscatto, che alla fine per fortuna arriva. A salvarli, per ricostruire.

    Quando un figlio ti muore il dolore dovrebbe storpiarti il corpo...dovrebbe deformarti, lasciarti le viscere di fuori insanguinanti...e invece...

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