Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi

di Antonio Tabucchi

Sostiene Pereira

Lisbona 1938. L’opprimente dittatura di Salazar, l’infuriare della guerra civile spagnola alle porte, il fascismo italiano sullo sfondo. Pereira è un ex giornalista di cronaca nera cui è stata affidata la pagina culturale di un mediocre giornale del pomeriggio, il “Lisboa”. Pereira ha un senso mortuario della cultura: predilige gli elogi funebri degli scrittori scomparsi, la letteratura del passato, i necrologi anticipati. Trova in Monteiro Rossi, un giovane di origine italiana, e nella sua fidanzata Marta, due bizzarri quanto improbabili collaboratori. Una collaborazione che porterà a uno sconvolgimento nella vita del vecchio giornalista, a una intensa maturazione interiore e infine a una dolorosa presa di coscienza.Con queste pagine dal tono civile e insieme umanissimo, con questa struggente figura di protagonista che resterà indelebile nella memoria del lettore, Tabucchi ci ha dato un grande romanzo sulle ragioni del nostro passato prossimo che possono perfettamente essere le ragioni del nostro incerto presente.

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martha
Commentato per la prima volta da: martha

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 1994

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2 Commenti presenti

  • Sergiowski
    19 Novembre 2025
    Sostiene Pereira è un libro che si può idealmente dividere in due parti. La prima risulta un po’ più impegnativa da leggere, complice uno stile narrativo particolare, ma trasmette una sensazione di pace e serenità. In queste pagine vengono descritte le abitudini del signor Pereira, un uomo anziano, vedovo, che scrive per il giornale “Lisboa” e trascorre le sue giornate tra limonate e sedute alle terme. La seconda parte, invece, diventa più avvincente grazie all’ingresso in scena di Monteiro Rossi, un giovane politicamente impegnato che sogna un futuro diverso per il Portogallo e per l’Europa, libero dall’incombente ombra del fascismo.
  • martha
    09 Settembre 2023
    Sostiene Pereira racconta della svolta di Pereira, un uomo vedovo, solo, abitudinario e attaccato al passato, che si occupa della pagina culturale del “Lisboa”, un giornale che, ci tiene a ricordarlo spesso, dovrebbe essere apolitico e indipendente. Si trova in un Portogallo nel pieno della dittatura di Salazar, sullo sfondo della guerra civile spagnola e dell'ascesa del fascismo italiano. L’incontro con il giovane rivoluzionario Monteiro Rossi gli cambierà la vita e il modo di vedere quello che sta succedendo intorno a lui. Inizia a poco a poco ad essere sempre meno imparziale, a seguire il suo nuovo “io egemone”. Così, assistendo all’emancipazione di Pereira, ci si immedesima e si prova un sentimento quasi di orgoglio per le sue piccole conquiste, tanto è facile empatizzare con il suo personaggio, generoso, malinconico, ma anche profondo e tenace.  

    Ma anche se pensò così, non si sentì rassicurato, sentì invece una grande nostalgia, di cosa non saprebbe dirlo, ma era una grande nostalgia di una vita passata e di una vita futura, sostiene Pereira.

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