Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti

di Paolo Cognetti

Sofia si veste sempre di nero

Nelle sue storie, cesellate con la finezza di Carver e Salinger, Paolo Cognetti ha sempre saputo rappresentare con sorprendente intensità l’universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista di Sofia si veste sempre di nero, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent’anni di storia: dall’infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all’adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con una scrittura precisa e intensa, che nasconde dietro l’apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, Cognetti ci regala il ritratto di un personaggio femminile indimenticabile: una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada. Un libro avvincente in cui ciascun lettore troverà momenti di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, che riconoscerà di aver vissuto anche sulla sua stessa pelle.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2012

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5 Commenti presenti

  • uma
    uma
    21 Ottobre 2017
    Dopo aver apprezzato la prosa asciutta ma evocativa di Cognetti in “Le otto montagne” mi sarei aspettata altrettanta sapienza stilistica e abilità nell' architettura del romanzo. Bisogna escludere il primo capitolo (o racconto?) e l'ultimo (il primo avulso dall'intreccio; l'ultimo deludente per l'epilogo) per ritrovare la prosa scattante e la leggerezza che caratterizzano invece, dalla prima all'ultima, le pagine di “Le otto montagne”. Come dire, nel 2012 lo scrittore già c'era ma ancora non era uscito dal bozzolo. Il ritratto che l'autore dipinge di Sofia, personaggio di inquietante complessità, è però potente e graffiante.
  • uma
    uma
    21 Ottobre 2017
    Dopo aver apprezzato la prosa asciutta ma evocativa di Cognetti in “Le otto montagne” mi sarei aspettata altrettanta sapienza stilistica e abilità nell' architettura del romanzo. Bisogna escludere il primo capitolo (o racconto?) e l'ultimo (il primo avulso dall'intreccio; l'ultimo deludente per l'epilogo) per ritrovare la prosa scattante e la leggerezza che caratterizzano invece, dalla prima all'ultima, le pagine di “Le otto montagne”. Come dire, nel 2012 lo scrittore già c'era ma ancora non era uscito dal bozzolo. Il ritratto che l'autore dipinge di Sofia, personaggio di inquietante complessità, è però potente e graffiante.
  • uma
    uma
    21 Ottobre 2017
    Dopo aver apprezzato la prosa asciutta ma evocativa di Cognetti in “Le otto montagne” mi sarei aspettata altrettanta sapienza stilistica e abilità nell' architettura del romanzo. Bisogna escludere il primo capitolo (o racconto?) e l'ultimo (il primo avulso dall'intreccio; l'ultimo deludente per l'epilogo) per ritrovare la prosa scattante e la leggerezza che caratterizzano invece, dalla prima all'ultima, le pagine di “Le otto montagne”. Come dire, nel 2012 lo scrittore già c'era ma ancora non era uscito dal bozzolo. Il ritratto che l'autore dipinge di Sofia, personaggio di inquietante complessità, è però potente e graffiante.
  • uma
    uma
    21 Ottobre 2017
    Dopo aver apprezzato la prosa asciutta ma evocativa di Cognetti in Otto montagne mi sarei aspettata altrettanta sapienza stilistica e abilità nell' architettura del romanzo. Bisogna escludere il primo capitolo (o racconto?) e l'ultimo (il primo avulso dall'intreccio; l'ultimo deludente per l'epilogo) per ritrovare la prosa scattante e la leggerezza che caratterizzano invece, dalla prima all'ultima, le pagine di Otto montagne. Come dire, nel 2012 lo scrittore già c'era ma ancora non era uscito dal bozzolo. Il ritratto che l'autore dipinge di Sofia, personaggio di inquietante complessità, è però potente e graffiante.
  • lou
    lou
    11 Agosto 2017
    Alcuni anni prima del grande successo di "Le otto montagne", Cognetti mostra già la sua stoffa di narratore con questo romanzo che si compone di dieci racconti tra loro collegati, ciascuno con diverso punto di vista e diverso stile narrativo. Anche qui storie di disagio, con al centro la figura di Sofia, ragazza fragile, problematica, refrattaria alle convenzioni, che cerca faticosamente la sua strada. Le vicende della famiglia Muratori attraversano trent'anni di storia italiana a partire dagli anni di piombo, con efficaci riferimenti al clima sociale dell'epoca.

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