Serotonina di Michel Houellebecq

di Michel Houellebecq

Serotonina

Florent-Claude Labrouste è un quarantaseienne funzionario del ministero dell’Agricoltura, vive una relazione oramai al tramonto con una torbida donna giapponese, più giovane di lui, con la quale condivide un appartamento in un anonimo grattacielo alla periferia di Parigi. L’incalzante depressione induce Florent-Claude all’assunzione in dosi sempre più intense di Captorix, grazie al quale affronta la vita, un amore perduto che vorrebbe ritrovare, la crisi della industria agricola francese che non resiste alla globalizzazione, la deriva della classe media. Una vitalità rinnovata ogni volta grazie al Captorix, che chiede tuttavia un sacrificio, uno solo, che pochi uomini sarebbero disposti ad accettare. Serotonina è il capolavoro di Michel Houellebecq: serrato, lirico, a tratti umoristico, crudele, chirurgico, profetico. Romanzo d’amore, politico, esistenziale e, soprattutto, radiografia del futuro prossimo che incombe sulle nostre vite.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2019

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1 Commento presente

  • lou
    lou
    30 Dicembre 2020
    Gli eccessi e le provocazioni a cui Houellebecq ci ha abituato si ritrovano anche in quest'ultima prova dell'autore, stavolta sotto forma di desolante confessione di un uomo che ha perso la voglia di vivere, un depresso che si sfoga vomitando con cinismo la propria disillusione e ricordando con rimpianto le occasioni perse nel passato. Il racconto è piatto, irriverente, spietato, denso di bieco maschilismo e sfoghi senza freni, che alla lunga si rivelano però ripetitivi e superficiali, lasciando al lettore un senso prevalente di banalità.

    Gli anni degli studi sono gli unici anni felici (...) poi è solo un lento e progressivo impantanarsi, dev’essere senz’altro per questo che le amicizie di gioventù, quelle che si stringono quando si è ancora studenti e che in fondo sono le uniche amicizie autentiche, non sopravvivono mai all’ingresso nella vita adulta, si evita di rivedere i propri amici di gioventù per non trovarsi di fronte ai testimoni delle proprie speranze deluse, all’evidenza del proprio annientamento.

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