Sembrava bellezza di Teresa Ciabatti

di Teresa Ciabatti

Sembrava bellezza

Ad accoglierci tra le pagine di questo romanzo è una donna, una scrittrice, che dopo essersi sentita ai margini per molti anni ha finalmente conosciuto il successo. Vive un tempo ruggente di riscatto, che cerca di tenersi stretto ma ogni giorno le sfugge un po' di più. Proprio come la figlia, che rifiuta di parlarle e si è trasferita lontano. Combattuta tra risentimento e sgomento per il tempo che si consuma la coglie Federica, la più cara amica del liceo, quando dopo trent'anni torna a cercarla. E riporta nel suo presente anche la sorella maggiore Livia – dea di bellezza sovrannaturale, modello irraggiungibile ai loro occhi di sedicenni sgraziate –, che in seguito a un incidente è rimasta prigioniera nella mente di un'eterna ragazza. Come accadeva da adolescenti, i pensieri tornano a specchiarsi, a respingersi e mescolarsi. La protagonista perlustra il passato alla ricerca di una verità, su se stessa e su Livia, e intanto cerca di riafferrare il bandolo della propria esistenza ammaccata: il lavoro, gli amori. Livia era e resta un mistero insondabile: miracolo di bellezza preservata nell'inconsapevolezza? O fenomeno da baraccone? Avvolti nelle spire di un'affabulazione ammaliante, seguiamo la protagonista in un viaggio che è insieme privato e generazionale, interiore e concreto. E mentre lei aspira a fermare l'attimo per non perdere la gloria, la sorte di Livia è lì a ricordare cosa può succedere se la giovinezza si cristallizza in un presente immobile: una diciottenne nel corpo di una cinquantenne, una farfalla incastrata nell'ambra.

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liz
Commentato per la prima volta da: liz

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2021

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2 Commenti presenti

  • valewanda
    03 Luglio 2021
    Ho appena finito questo libro, in volo di ritorno dalla Sicilia. Lo tengo stretto, lo abbraccio come una coperta che tenga caldo quando sono stanca e affranta. Leggere queste pagine mi ha scosso, nel profondo, ha risvegliato in alcuni passaggi parti di vita dolorose, Teresa Ciabatti ha coraggio, questo libro è verità. Partendo da una storia reale, che l’autrice dichiara subito, la Ciabatti è capace di raccontare vite, drammi, dolori, emozioni scomode e tragedie annunciate. Lo fa con una scrittura diretta, audace, originale e dura come il diamante grezzo. La apprezzo per questo, e per la profonda onestà nel raccontare se stessa e gli altri personaggi - per lo più donne - di questa storia, a partire da Federica, a cui dedica il libro, e sua sorella Livia, attrice drammatica di un’assurda pièce teatrale che purtroppo lieto fine non ha. 

    È il momento di riconoscere la solitudine immensa che è la tua vita, il fallimento, la caduta rovinosa da cui non puoi risalire. Fine. Quel che potevi essere non sarai più. 

  • liz
    liz
    11 Aprile 2021
    In questo libro la Ciabatti dimostra l'incredibile abilità di scrivere e descrivere senza timore anche i dettagli più crudi, bassi e torvi dei pensieri umani, riflettendoli su di sé tramite un racconto sempre in prima persona. Si crea così una trasfigurazione autobiografica, un continuo gioco di alternanza fra reale e fittizio, che finisce per coinvolgere e confondere volontariamente il lettore, a partire già dalla dichiarazione iniziale "I fatti e le persone di questa storia sono reali". Nel mentre si incrociano anche riflessioni sulla disabilità, sul disagio estetico e sui complicati temi di vendetta ed espiazione, trattati in maniera molto trasparente, senza paura di giudizi o del politically correct.

    La nostra prossimità al danno. Le immagini di movimenti a vuoto, perdita di equilibrio, cadute, smarrimenti - dove mi trovo? -, persone e oggetti perduti per sempre: come si chiama lui? Come si chiama lei? Ed eravamo noi.

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