Per legge superiore di Giorgio Fontana

di Giorgio Fontana

Per legge superiore

Roberto Doni ha più di sessant’anni, fa il sostituto procuratore a Milano, è sobrio, formale, ineccepibile. A quest’uomo, che non s’è più incontrato con il tormento del dubbio da quando, agli inizi, dialogava con un collega coraggioso che gli fu maestro di ideali, capita una pratica di routine. Dovrà sostenere in appello l’accusa contro un muratore tunisino, ora in galera per un crimine commesso dalle parti di via Padova, un’aggressione che ha suscitato clamore di giornali e proteste popolari. Tutto scontato: perfino l’imputato sembra accettare quello che tutti vogliono, una condanna. Ma in quel momento a Doni si presenta una giovane giornalista free-lance. Chiede al procuratore di proporre, addirittura, l’assoluzione. Non solo è convinta dell’innocenza dell'uomo, ma si dichiara in grado di provarla, se soltanto il magistrato sarà disposto a una specie di immersione nell’indole, nello stile di vita del giovane. Riluttante, Doni accetta solo perché avverte Elena come una coscienza fresca che gli risveglia antichi insegnamenti. E inizia la sua inchiesta nel mondo di via Padova, un’altra insospettabile Milano carica di impulsi vitali e di un desiderio di esistere sconosciuto. È un corpo nuovo della città, al quale non basta nessuna favola rassicurante di eguaglianza della legge. E lo assale il giovane tarlo della giustizia, la legge superiore che gli comanda di diventare ciò che deve: il magistrato solo di fronte alla scelta, a qualunque prezzo, umano, affettivo, di carriera.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2011

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1 Commento presente

  • lou
    lou
    10 Novembre 2017
    Insieme a "Morte di un uomo felice", che personalmente ho preferito, costituisce un dittico dedicato al tema della giustizia. E' la storia di un magistrato rigoroso, dalla vita borghese ma modesta, che in età matura si trova ad alzare lo sguardo verso una forma di giustizia più assoluta, oltre la rigida applicazione della legge. Fontana si concentra con successo sul dilemma interiore del protagonista, scardinato nelle sue più intime convinzioni da una giornalista idealista che gli fa scoprire la Milano multietnica di via Padova. L'intreccio è però debole, con soluzioni poco approfondite e talvolta banali.

    «Fiat iustita et pereat mundus», disse, calcando la voce sulla congiunzione. «Sia fatta giustizia, e il mondo muoia pure. Sia fatta giustizia, qualunque cosa accada»

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