PAURA di Stefan Zweig

di Stefan Zweig

PAURA

Irene Wagner, bella viennese della migliore borghesia e moglie di un noto penalista, sta scendendo rapida le scale di una casa non sua dopo aver fatto visita all'amante, un giovane pianista. Ma lì, su un pianerottolo, il fato la attende sotto le spoglie di una sordida ricattatrice. Quella donna sa tutto di lei. E Irene cede, e paga. Ma da quel momento comincia l'incubo: le richieste di denaro aumentano vertiginosamente, e lo sguardo indagatore del marito, l'avvocato Wagner, ormai la atterrisce - certo sospetta qualcosa, forse ha subodorato l'inganno. E quello che le ha fatto notare un giorno, en passant, raccontandole delle sue esperienze professionali è terribilmente vero: spesso il colpevole soffre più per la paura di essere scoperto, per l'ansia di dover nascondere il delitto, che non per il terrore del castigo; la pena, anzi, è catartica. Che fosse un tacito invito alla confessione? Maestro della suspense, Zweig pedina l'adultera, tormentata dalla ricattatrice non meno che da se stessa e divisa fra angoscia e rimorso; ne mette a nudo la psicologia, ne dipinge gli incubi, ne svela le riflessioni, tra passi falsi, decisioni sempre rinviate e scene isteriche all'amante, a torto ritenuto complice della ricattatrice: sino al coup de théâtre finale... )

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nina
Commentato per la prima volta da: nina

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 1920

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1 Commento presente

  • nina
    02 Giugno 2022
    Libricino che si legge in un pomeriggio, sia per le dimensioni, sia per quanto riesce a coinvolgerti. L'autore riesce sapientemente a portare il lettore a provare gli stessi sentimenti della protagonista sino a condurlo dentro ad un labirinto senza vie di fuga dove la paura e l'angoscia prendono il sopravvento sulla ragione. Anche se la trama potrebbe sembrare banale, l'efficace introspezione psicologica rende il libro un piccola perla letteraria.

    Di colpo comprese quanto fosse ricca la vita, ed ebbe la certezza che mai più la sorte le avrebbe inflitto un'unica ora di vacuita' e adesso, solo adesso che tutto volgeva al termine, avvertiva come possibile un nuovo inizio

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