Patria di Fernando Aramburu

di Fernando Aramburu

Patria

Due famiglie legate a doppio filo, quelle di Joxian e del Txato, cresciuti entrambi nello stesso paesino alle porte di San Sebastián, vicini di casa, inseparabili nelle serate all’osteria e nelle domeniche in bicicletta. E anche le loro mogli, Miren e Bittori, erano legate da una solida amicizia, così come i loro figli, compagni di giochi e di studi tra gli anni Settanta e Ottanta. Ma poi un evento tragico ha scavato un cratere nelle loro vite, spezzate per sempre in un prima e un dopo: il Txato, con la sua impresa di trasporti, è stato preso di mira dall’ETA, e dopo una serie di messaggi intimidatori a cui ha testardamente rifiutato di piegarsi, è caduto vittima di un attentato. Bittori se n’è andata, non riuscendo più a vivere nel posto in cui le hanno ammazzato il marito, il posto in cui la sua presenza non è più gradita, perché le vittime danno fastidio, anche a quelli che un tempo si proclamavano amici, anche a quei vicini di casa che sono forse i genitori, il fratello, la sorella di un assassino. Passano gli anni, ma Bittori non rinuncia a pretendere la verità e a farsi chiedere perdono, a cercare la via verso una riconciliazione necessaria non solo per lei, ma per tutte le persone coinvolte. Con la forza della letteratura, Fernando Aramburu ha saputo raccontare una comunità lacerata dal fanatismo, e allo stesso tempo scrivere una storia di gente comune, di affetti, di amicizie, di sentimenti feriti: un romanzo da accostare ai grandi modelli narrativi che hanno fatto dell’universo famiglia il fulcro morale, il centro vitale della loro trama.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2017

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3 Commenti presenti

  • valewanda
    20 Aprile 2022
    Finito adesso questo lungo libro, che da tempo volevo leggere. Ammetto, i libri lunghi non fanno per me, salvo che nelle lunghe giornate d’estate. Però ci tenevo a leggere questo, consigliatomi - giustamente -  da tanti, in vista di un viaggio che ho in previsione nei Paesi Baschi tra qualche mese. Entrare nella vita di queste due famiglie è semplice, il filo rosso che le unisce è una linea profonda, che traccia l’intera vicenda e la storia. I personaggi sono vive presenze, le loro vite si intrecciano perfettamente, impossibile non partecipare alle loro tumultuose vicende. Le voci dei protagonisti entrano nel nostro profondo, splendide le parole ed i pensieri, splendide le ultime pagine, inaspettate. Un libro che lascia un segno, così come mi avevano detto. 

    Una cicatrice rimarrà sempre. Però una cicatrice è già una forma di cura.

  • frapirri
    27 Dicembre 2021
    Aramburu dipinge in "Patria" uno spaccato di una società spaccata dalla guerra civile asimmetrica tra l'ETA e lo Stato spagnolo alla fine del XX secolo. Lo fa andando a toccare i punti più umani di un fenomeno politico, i suoi impatti sulle relazioni di tutti i giorni, il potenziale trasformativo su una società manipolata da ideologie e conflitti. Un testo che, sebbene estremamente lungo, scorre veloce, una volta che si riesce a prendere il ritmo con la scrittura sincopata dell'autore. Questo, unito ad una linea temporale non sempre intuitiva, costringe qualche volta a tornare indietro per rileggere alcuni passaggi. Ciò nonostante, "Patria" rimane un testo consigliato.

    Immagino che l’ama, così devota a Ignazio di Loyola, saprà che anche il santo, in gioventù, era stato un uomo d’armi. Aveva ucciso? Joxe Mari cercò quel dettaglio in un’enciclopedia nella biblioteca del carcere. Non lo trovò, ma lo dava per certo. Ha ucciso ed è santo. Ha ucciso e adesso sarà in cielo.

  • lou
    lou
    03 Novembre 2017
    Un romanzo corale, ricco di umanità, di un autore che sa trattare con personalità e grande realismo i temi della vita. Molto interessante l'ambientazione nei paesi baschi e l'approfondimento delle dinamiche sociali ai tempi del terrrorismo dell'ETA. La follia indipendentista viene analizzata da Aramburu attraverso le storie dei suoi protagonisti, appartenenti a due famiglie prima vicine che si allontanano inevitabilmente proprio a causa dell'assurda violenza di quegli anni. Lo stile è originale, diretto ed efficace. La lunghezza del testo, benchè organizzato in brevi capitoli, rischia però di risultare penalizzante, perchè la dettagliata analisi delle dinamiche familiari, all'inizio apprezzabile per autenticità, alla fine diventa prolissa e ripetitiva.

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