Olive Kitteridge di Elizabeth Strout

di Elizabeth Strout

Olive Kitteridge

In un angolo del continente nordamericano c'è Crosby, nel Maine: un luogo senza importanza che tuttavia, grazie alla sottile lama dello sguardo della Strout, diviene lo specchio di un mondo più ampio. Perché in questo piccolo villaggio affacciato sull'Oceano Atlantico c'è una donna che regge i fili delle storie, e delle vite, di tutti i suoi concittadini. È Olive Kitteridge, un'insegnante in pensione che, con implacabile intelligenza critica, osserva i segni del tempo moltipllcarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; Christopher, il figlio, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che nella sua stessa fedeltà al matrimonio scopre una benedizione, e una croce. E ancora, le due sorelle Julie e Winnie: la prima, abbandonata sull'altare ma non rassegnata a una vita di rinuncia, sul punto di fuggire ricorderà le parole illuminanti della sua ex insegnante: "Non abbiate paura della vostra fame. Se ne avrete paura, sarete soltanto degli sciocchi qualsiasi". Con dolore, e con disarmante onestà, in Olive Kitteridge si accampano i vari accenti e declinazioni della condizione umana - e i conflitti necessari per fronteggiarli entrambi. E il fragile, sottile miracolo di un'alta pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle protagoniste della narrativa americana contemporanea, vincitrice, grazie a questo "romanzo in racconti", del Premio Pulitzer 2009.

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liz
Commentato per la prima volta da: liz

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2008

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3 Commenti presenti

  • lou
    lou
    21 Settembre 2017
    Uno dei romanzi più curati che mi sia capitato di leggere, senza una sola parola fuori posto. Vincitore del Pulizer 2009, è un libro magnifico, strutturato in racconti tra loro collegati che colpiscono per il loro crudo e cupo realismo. La Strout dimostra grande sensibilità e attenzione alle più intime pieghe dell'animo umano e riesce a rendere palpabili e vere le tensioni della vita. Molto efficace il racconto "Sicurezza", dove la visita di Olive alla famiglia allargata del figlio sfocia in un forte contrasto alimentato da rancori mai sopiti.
  • ilcervo
    19 Luglio 2017
    In una terra lontana, dietro le montagne Parole, lontani dalle terre di Vocalia e Consonantia, vivono i testi casuali. Vivono isolati nella cittadina di Lettere, sulle coste del Semantico, un immenso oceano linguistico. Un piccolo ruscello chiamato Devoto Oli attraversa quei luoghi, rifornendoli di tutte le regolalie di cui hanno bisogno. È una terra paradismatica, un paese della cuccagna in cui golose porzioni di proposizioni arrostite volano in bocca a chi le desideri. Non una volta i testi casuali sono stati dominati dall’onnipotente Interpunzione, una vita davvero non ortografica. Un giorno però accadde che la piccola riga di un testo casuale, di nome Lorem ipsum, decise di andare a esplorare la vasta Grammatica. Il grande Oximox tentò di dissuaderla, poiché quel luogo pullulava di vir
  • liz
    liz
    20 Giugno 2017
    Storia dai tratti affettivi e malinconici, in cui ogni sottile stato d'animo viene ripreso come in una fotografia. Insieme alla vita di Olive, vengono catturati momenti particolari e apprentemente scollegati della vita degli altri abitanti di Crosby, una cittadina del Maine. Questa struttura riesce a creare una tenera melodia, arrivando quasi a farci respirare la stessa aria del Maine: a tratti tempestosa, serena, triste o malinconica, costantemente sullo sfondo delle storie dei personaggi e sempre legata ai loro pensieri ed umori. Romanzo di cui non ci si dimentica facilmente.  

    E se il piatto di Olive era stato pieno della bontà di Henry e lei lo aveva trovato gravoso, limitandosi a mangiucchiare qualche briciola alla volta, era perché non sapeva quello che tutti dovrebbero sapere: che sprechiamo inconsciamente un giorno dopo l'altro.

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