Nova di Fabio Bacà

di Fabio Bacà

Nova

Del cervello umano, Davide sa quanto ha imparato all'università, e usa nel suo mestiere di neurochirurgo. Finora gli è bastato a neutralizzare i fastidiosi rumori di fondo e le modeste minacce della vita non elettrizzante che conduce nella Lucca suburbana: l'estremismo vegano di sua moglie, ad esempio, o l'inspiegabile atterraggio in giardino di un boomerang aborigeno in arrivo dal nulla. Ma in quei suoni familiari e sedati si nasconde una vibrazione più sinistra, che all'improvviso un pretesto qualsiasi – una discussione al semaforo, una bega di decibel con un vicino di casa – rischia di rendere insopportabile. È quello che tenta di far capire a Davide il suo nuovo, enigmatico maestro, Diego: a contare, e spesso a esplodere nel modo più feroce, è quanto del cervello, qualunque cosa sia, non si sa. O si preferisce non sapere.

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liz
Commentato per la prima volta da: liz

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2021

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2 Commenti presenti

  • lou
    lou
    20 Agosto 2022
    Una storia intrigante e inquietante, che mostra efficacemente come la serena quotidianità di una famiglia normale possa essere alterata da drammatici ed inattesi fenomeni di violenza. Il mite neurochirurgo Davide, lontano per indole ed educazione da ogni tipo di violenza, si trova costretto a misurarsi con la propria vigliaccheria e a cambiare il suo approccio, fronteggiando l’abisso che può generarsi da una spirale di violenza. Bacà, al secondo romanzo, dà una prova solida delle sue capacità. Solo qualche riserva sul linguaggio, che ricorre, talvolta senza necessità, a termini ricercati e desueti.

    Io credo che la maggior parte delle persone non sia preparata a un evento psichicamente traumatico come un’aggressione brutale. Considerata la società in cui viviamo, è assolutamente probabile che un occidentale tipico si predisponga all’eventualità di subire un qualche tipo di violenza: ma ti assicuro che tra la presa d’atto di un fatto spiacevole e la sua metabolizzazione emotiva c’è un abisso.

  • liz
    liz
    03 Luglio 2022
    Se all’inizio sembrerebbe raccontare l’ordinaria vita di un neurochirurgo (Davide) e della sua famiglia, questo romanzo si evolve poi in quella che si potrebbe definire una riflessione sulla violenza e spietatezza del mondo. Più che la storia, che per quanto tenga incollati alle pagine non è riuscita a convincermi fino in fondo, è il linguaggio utilizzato da Bacà a colpire veramente. Si nota infatti una continua ricerca dei termini più adatti, che per lo più vengono estrapolati dal mondo della neurologia e riadattati alla vita quotidiana, rendendo la storia di Davide un intero viaggio all’interno la sua mente. 

    Questa è la sostanza di cui siamo fatti: sangue, furore e detriti di sogni al confine tra sonno e veglia. 

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