Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro

di Kazuo Ishiguro

Non lasciarmi

Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla piú tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. La loro vita, voluta e programmata da un’autorità superiore nascosta, sarà accompagnata dalla musica dei sentimenti, dall’intimità piú calda al distacco piú violento. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Anche gli altri tutori hanno talvolta reazioni eccessive quando i bambini pongono domande apparentemente semplici. Cosa ne sarà di loro in futuro? Che cosa significano le parole «donatore» e «assistente»? E perché i loro disegni e le loro poesie, raccolti da Madame in un luogo misterioso, sono cosí importanti? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d’amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un’utopia a rovescio che non vorremmo mai vedere rea-lizzata. È uno di quei rari libri che agiscono sul lettore come lenti d’ingrandimento: facendogli percepire in modo dolorosamente intenso la fragilità e la finitezza di qualunque vita.

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chiara
Commentato per la prima volta da: chiara

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2005

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2 Commenti presenti

  • frapirri
    05 Agosto 2022
    Non lasciarmi non è un testo banale. Non lo è per i suoi messaggi, una provocazione distopica che profuma di XX secolo, eugenetica e morale. Non lo è nella prosa e nella trama, nei quali procede con un fare sincopato: eventi ed elementi vengono prima annunciati, messi in connessione tra di loro, e poi solo successivamente descritti, continuando in un movimento di andata e ritorno tra la trama e numerose digressioni per aiutare il lettore a non perdersi del tutto. Ishiguro viene finalmente messo all'angolo solo nell'ultimo capitolo, quando non ha più spazio per scappare ed è costretto a spiegare per bene tutti gli angoli grigi del testo. Un'esperienza di lettura tuttavia unica ed inusuale, che incita a continuare a leggere e tiene attaccati alle pagine, per diventare un po' usurante dopo qualche ora di lettura.

    Non riesco ad essere chiara, neanche con me stessa. Ma tutto ciò che mi hai raccontato, in un certo senso è come se fosse collegato a molti altri episodi che non trovano spiegazione. Non faccio che pensarci. Per esempio, perché Madame arriva e si porta via i nostri disegni più belli. A cosa servono esattamente?

  • chiara
    29 Agosto 2021
    Ancora una volta Ishiguro dimostra l’innata capacità di conciliare visionario e utopico,quotidiano e umano.Apre dibattiti,promuove riflessioni su etica e futuro,ricordo e memoria;parla di forza dei sentimenti e distacco violento soffermandosi sul ruolo della scienza,sulla finitezza e fragilità umana.Sacrificata,secondaria e debole è invece la trama,distaccata,pacata ed emotivamente poco coinvolgente la prosa.Ho faticato ad empatizzare con i personaggi;cresciuti nella protetta realtà di Hailsham,voluti e programmati da autorità superiori,sono accomunati da percorsi già tracciati ai quali contrappongono la ricerca di luoghi eterei.Interessanti invece le descrizioni vivide di un'infanzia che precede la consapevolezza e la ricerca assidua di risposte.Poetico e doloroso,consiglio se e quando si è pronti ad assaporare una lettura lenta abbandonandosi ad un inizio faticoso e frammentario consapevoli che verità si scioglie,la nebbia si dirada solo nelle ultime pagine,più violente e struggenti.

    "Non mi era mai passato per la mente che le nostre vite, che fino a quel momento erano rimaste tanto strettamente intrecciate fra di loro, potessero disfarsi e separarsi per una cosa come quella. […] Se allora l’avessimo capito – chissà – forse ci saremmo tenuti più stretti l’uno all’altra"

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