Mia suocera beve di Diego De Silva

di Diego De Silva

Mia suocera beve

Vincenzo Malinconico è un avvocato semi disoccupato, semi divorziato, semi felice. Ma soprattutto è un grandioso filosofo autodidatta, uno che mentre vive pensa, si distrae, insegue un’idea da niente facendola lievitare. E di deriva in deriva va lontano, con l’aria di sparare sciocchezze dice cose grosse sull’amore, la giustizia, il senso della vita.Intorno a lui capitano eventi straordinari, ma più straordinari ancora sono i pensieri stravaganti e fuori luogo di cui ci mette a parte in tempo reale, facendoci ridere e riflettere, trascinandoci nella sua testa sgangherata e bellissima.Al centro del romanzo questa volta c’è un sequestro di persona ripreso in diretta dalle telecamere di un supermercato. Ad averlo studiato ed eseguito è il mite ingegnere informatico che ha progettato il sistema di videosorveglianza. Il sequestrato è un boss della camorra che l’ingegnere considera responsabile della morte accidentale del suo unico figlio.Il piano è d’impressionante efficacia: all’arrivo della televisione, l’ingegnere intende raccontare il suo dramma e processare in diretta il boss. La scena del sequestro diventa cosí il set di un tragicomico reality, con la folla e le forze dell’ordine che assistono impotenti allo «spettacolo».La sola speranza d’impedire la tragedia è affidata, manco a dirlo, all’avvocato Vincenzo Malinconico, che l’ingegnere incontra casualmente nel supermercato e «nomina» difensore d’ufficio.Malinconico, con la sua proverbiale irresolutezza, il suo naturale senso del ridicolo, la sua insopprimibile tendenza a rimuginare, uscire fuori tema, trovare il comico nel tragico, il suo riepilogare e riscrivere gli eventi recenti della sua vita privata (la crisi sentimentale con Alessandra Persiano, le incomprensioni dell’ex moglie e dei due figli, l’improvvisa malattia dell’ex suocera), riuscirà a sabotare il piano dell’ingegnere e forse anche quel gran pasticcio che è la sua vita.

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liz
Commentato per la prima volta da: liz

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2010

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1 Commento presente

  • liz
    liz
    22 Settembre 2020
    In questo secondo capitolo dedicato alle vicende dell'Avvocato Malinconico, De Silva si riconferma un brillante narratore, capace di scovare l'originalità e l'ironia anche nei fatti più comuni e nei momenti più disillusi. Malinconico si trova qui alle prese con un sequestro di persona trasmesso in diretta nazionale, in cui si riesce a giostrare grazie alla sua dialettica, non senza paragonare il tutto alle strutture tipiche del reality show. Nel mentre, si affaccia nel racconto anche il personaggio della suocera, che con una visione della vita opposta al protagonista riesce spesso a rimetterlo con i piedi per terra. Nonostante l'abbia trovato meno convincente del primo libro, le vicende di Malinconico si riconfermano un'ottima lettura leggera e mai banale.

    È che sono fatto così: quando mi sfugge l'andazzo della vita (che – dite pure il contrario, se credete – va per conto suo, un po' come il corpo che ognuno si ritrova), quando mi guasto e non mi so riparare, quando perdo dei pezzi e non mi preoccupo nemmeno di capire dove sono finiti, l'unica è fare dell'altro, lasciare che passi come il raffreddore.

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