Lo straniero di Albert Camus

di Albert Camus

Lo straniero

"Lo straniero" sembra tradurre in immagini quel concetto dell'assurdo che Albert Camus andava allora delineando e che troverà teorizzazione nel coevo "Il mito di Sisifo". Protagonista è Meursault, un modesto impiegato che vive ad Algeri in uno stato di indifferenza, di estraneità a se stesso e al mondo. Un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente Meursault uccide un arabo. Viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. Come Sisifo, Meursault è un eroe "assurdo": la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verità di essere e di sentire. "E una verità ancora negativa," ebbe a scrivere Camus in una prefazione per un'edizione americana dello "Straniero", "senza la quale però nessuna conquista di sé e del mondo sarà mai possibile."

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 1942

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1 Commento presente

  • lou
    lou
    20 Aprile 2018
    Un classico del novecento, che sconvolge per cinismo e nichilismo. Si può intendere come una parabola o una provocazione, per mettere in guardia dal vuoto di una vita senza valori. Il testo è tanto più potente in quanto non fornisce spiegazioni, il lettore è messo di fronte ad una mostruosa insensibilità, inserita in un contesto di normalità, che la rende ancor più spiazzante ed inaccettabile.

    Io gli ho detto di sì, ma in fondo per me era lo stesso. Allora mi ha chiesto se mi interessava un cambiamento di vita. Ho risposto che non si cambia mai di vita, che del resto tutte le vite si equivalgono e che la mia, così com'era, non mi dispiaceva affatto.

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