La seconda casa di Rachel Cusk

di Rachel Cusk

La seconda casa

Pareva l'occasione ideale per discutere di arte, letteratura e umani destini. Invece una calda estate sull'oceano diventa subito impetuosa e incandescente. Il nuovo romanzo dell'autrice di Resoconto, Transiti, Onori. Da qualche tempo M – una sorta di signora Dalloway dei tempi moderni – si è isolata dal mondo ritirandosi sulla spettacolare costa oceanica. Nella sua splendida proprietà immersa nella natura, ha sistemato con l'aiuto del secondo marito un cottage, trasformandolo in residenza per artisti. Il suo sogno è che L, pittore verso il quale sente un legame profondo, accetti l'invito a trascorrere lí qualche tempo. Ma quando questi si presenta accompagnato da una giovane donna, M capisce che l'estate tanto attesa sarà ben diversa da quella immaginata. Nel frattempo sono arrivati anche la figlia di M e il suo compagno. Dunque le tre coppie, nell'acredine crescente, dovranno convivere in un luogo affascinante ma anche di grande isolamento.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2023

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  • lou
    lou
    26 Agosto 2023
    La Cusk con la sua trilogia (“Resoconto”, “Transiti”, “Onori”) ci aveva già abituato ad una profondità non comune nell’analizzare le varie sfaccettature dell’animo umano. In questo nuovo romanzo, più colto e simbolico dei precedenti, e per certi versi anche più sofisticato e paranoico, ci pone al cospetto del mondo dell’arte e ai devastanti effetti che può generare. Scritto in forma epistolare, la protagonista racconta le sue ambasce e la sua svolta esistenziale, in una sorta di confessione auto-analitica. La scena si svolge in un posto fuori dal mondo in una palude sull’Atlantico, dove la protagonista vive dopo essere stata folgorata dalle opere di un artista (chiamato con l’iniziale L.) che viene ospitato nella seconda casa. In tale contesto si assiste ad un crescendo di tensione e di reazioni parossistiche che coinvolgono anche altri personaggi, fino alla catarsi finale. Il tutto si rivela al tempo stesso affascinante e iperbolico, metafora degli eccessi del mondo dell’arte.

    Sentendolo parlare, mi rendevo conto che in lui non c’era ombra di etica o dovere, e non per una decisione consapevole, ma come se fosse privo di una sensibilità elementare. La nozione di obbligo gli era semplicemente inconcepibile. Ed era ciò che in lui mi attraeva, sebbene implicasse che avrebbe resistito all’attrazione, e non poteva che venirne una catastrofe.

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