La mattina dopo di Mario Calabresi

di Mario Calabresi

La mattina dopo

«Sono anni che mi interrogo sul giorno dopo. Sappiamo tutti di cosa si tratta, di quel risveglio che per un istante è normale, ma subito dopo viene aggredito dal dolore.» Quando si perde un genitore, un compagno, un figlio, un lavoro, una sfida decisiva, quando si commette un errore, quando si va in pensione o ci si trasferisce, c’è sempre una mattina dopo. Un senso di vuoto, una vertigine. Che ci prende quando ci accorgiamo che qualcosa o qualcuno che avevamo da anni, e pensavamo avremmo avuto per sempre, improvvisamente non c’è più. Perché dopo una perdita o un cambiamento arriva sempre il momento in cui capiamo che la vita va avanti, sì, ma niente è più come prima, e noi non siamo più quelli di ieri. Un risveglio che è inevitabilmente un nuovo inizio. Una cesura dal passato, un da oggi in poi. A questo momento, delicato e cruciale, Mario Calabresi dedica il suo nuovo libro, partendo dal proprio vissuto per poi aprirsi alle esperienze altrui. E racconta così prospettive e vite diverse, che hanno tutte in comune la lotta per ricominciare, a partire dalla mattina dopo. Per Daniela è dopo l’incidente in cui ha perso l’uso delle gambe, per Damiano è dopo il disastro aereo a cui è sopravvissuto, per Gemma è dopo la perdita del marito. Ma è anche un viaggio nel passato familiare, con la storia di Carlo e del suo rifiuto di prendere la tessera del fascismo, che gli costò il posto di lavoro ma gli aprì una nuova vita felice. Storie di resilienza, di coraggio, di cambiamento, storie di persone che hanno trovato la forza di guardare oltre il dolore dell’oggi, per ricostruirsi un domani. Perché, realizza Calabresi, «il giorno dopo finisce quando i conti sono regolati, quando ti fai una ragione delle cose e puoi provare a guardare avanti, anche se quel davanti magari è molto diverso da quello che avevi immaginato».

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: (auto)biografie

Anno di pubblicazione: 2019

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1 Commento presente

  • lou
    lou
    19 Dicembre 2019
    Si tratta chiaramente dell'elaborazione di un lutto, che Calabresi ha scritto a caldo a seguito della perdita della direzione di Repubblica. Una confessione personale, intima ed onesta, da parte di un giornalista attento e sensibile, che a scopo terapeutico decide di raccontare la propria disavventura professionale (riportata senza livore e peraltro senza particolari rivelazioni) affiancandola ad altre storie di resilienza, testimonianze di come si possa trovare la forza di reagire ad eventi negativi e ritrovare lo slancio necessario a guardare avanti con fiducia. Non a caso l'ultimo (breve) capitolo del libro è dedicato all'incontro a Parigi con Giorgio Pietrostefani, condannato per essere stato il mandante dell’omicidio del padre: un'occasione per recuperare la pace interiore dopo anni di dolore e smarrimento.

    "Continuo a trovare più interessante un politico che scende dall'auto blu perché ha perso le elezioni che il potere di chi si affaccia al balcone per festeggiare. C'è molta più umanità e verità nella difficoltà che nell'esaltazione della vittoria."

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