La Frontiera  di Alessandro Leogrande

di Alessandro Leogrande

La Frontiera

C’è una linea immaginaria eppure realissima, una ferita non chiusa, un luogo di tutti e di nessuno di cui ognuno, invisibilmente, è parte: è la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, morso dalla guerra, arretrato e antidemocratico. È sul margine di questa frontiera che si gioca il Grande gioco del mondo contemporaneo. Questa soglia è inafferrabile, indefinibile, non-materiale: la scrittura vi si avvicina per approssimazioni, tentativi, muovendosi nell’inesplorato, là dove si consumano le migrazioni e i respingimenti, là dove si combatte per vivere o per morire. Leogrande ci porta a bordo delle navi dell’operazione Mare Nostrum e pesca le parole dai fondali marini in cui stanno incastrate e nascoste. Ci porta a conoscere trafficanti e baby-scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi del Mediterraneo al largo di Lampedusa; ricostruisce la storia degli eritrei, popolo tra i popoli forzati alla migrazione da una feroce dittatura, causata anche dal colonialismo italiano; ci racconta l’altra frontiera, quella greca, quella di Alba Dorata e di Patrasso, e poi l’altra ancora, quella dei Balcani; ci introduce in una Libia esplosa e devastata, ci fa entrare dentro i Cie italiani e i loro soprusi, nella violenza della periferia romana e in quella nascosta nelle nostre anime: così si dà parola all’innominabile buco nero in cui ogni giorno sprofondano il diritto comunitario e le nostre coscienze. Quanta sofferenza. Quanto caos. Quanta indifferenza. Da qualche parte nel futuro, i nostri discendenti si chiederanno come abbiamo potuto lasciare che tutto ciò accadesse. Quella parola indica una linea lunga chilometri e spessa anni. Un solco che attraversa la materia e il tempo, le notti e i giorni, le generazioni e le stesse voci che ne parlano, si inseguono, si accavallano, si contraddicono, si comprimono, si dilatano.
È la frontiera.

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Fede blonde
Commentato per la prima volta da: Fede blonde

Genere: Saggistica

Anno di pubblicazione: 2015

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1 Commento presente

  • Fede blonde
    14 Novembre 2025
    Questo libro è molto più di un reportage sul fenomeno migratorio: è un'indagine profonda e dolorosa sulle ferite aperte del nostro tempo. L'autore descrive un viaggio che parte dalle coste del Mediterraneo (con gli sbarchi e i naufragi di Lampedusa) per arrivare fino alla Grecia, Balcani e l'inferno della Libia. Il libro non si limita a raccontare i numeri o la politica; dà voce, con grande umanità e rigore, alle storie individuali dei migranti: le ragioni della fuga, la crudeltà dei trafficanti, la disperazione della traversata e la dura realtà dell'accoglienza (o della non-accoglienza) in Europa. Leogrande riesce a illuminare la "frontiera" non come una semplice linea geografica, ma come uno spazio invisibile, complesso e in continuo mutamento, che separa il benessere occidentale dalla sofferenza del resto del mondo. Questo libro è un invito estremamente potente a non voltare lo sguardo su un fenomeno che riguarda tutti.

    La frontiera è il termometro del mondo. Chi accetta viaggi pericolosissimi in condizioni inumane, attraversando i confini che si frappongono lungo il suo sentiero, non lo fa perché è votato al rischio o alla morte, ma perché scappa da condizioni ancora peggiori.

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