La fabbrica delle stelle di Gaetano Savatteri

di Gaetano Savatteri

La fabbrica delle stelle

Saverio Lamanna è un giornalista disilluso, passato alla comunicazione politica. Licenziato dal sottosegretario di cui era il portavoce, è costretto a tornare nella sua Sicilia e a rifugiarsi nella villetta di famiglia sul mare di Màkari. In questo approdo provvisorio, Lamanna ritrova Peppe Piccionello, esemplare locale in mutande e infradito, carico di una saggezza pratica e antica. E nel paradiso sul mare trapanese conosce Suleima, una ragazza che potrebbe farlo perfino felice. Nato e cresciuto in quattro racconti inclusi in altrettante raccolte di questa casa editrice, Lamanna ha la battuta pronta, idiosincrasia ai luoghi comuni e soprattutto ai pregiudizi, perfino quelli positivi, che ruotano attorno ai siciliani. Per campare si inventa piccoli mestieri, decide addirittura di farsi scrittore di gialli. La minuta celebrità locale gli procura qualche lavoretto atipico. Una ricca signora lo assolda per tenere d’occhio la sorella minore, dietro il paravento di ufficio stampa di una produzione cinematografica. Così Saverio Lamanna, con l’improbabile spalla Piccionello, fa irruzione alla Mostra del Cinema di Venezia: entrambi si muovono con disinvoltura tra star americane, registi famosi e tappeti rossi. Ma nel gioco tra realtà e finzione, la vita irrompe con il suo aspetto più violento. Saverio è uno che accetta il mondo, anche se fino ad un certo punto. E quando questo punto viene superato, vuole vederci chiaro. L’umorismo sarcastico di Gaetano Savatteri, scoppiettante di citazioni e storpiature, è un bisturi che tagliuzza in brandelli di banalità lo spettacolo falso nel quale siamo tutti intrappolati.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2016

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1 Commento presente

  • lou
    lou
    26 Gennaio 2018
    In questo romanzo Savatteri ripropone il protagonista dei suoi racconti, quel Saverio Lamanna dalla battuta tagliente e sarcastica sempre pronta. Un personaggio brillante, colto e ironico, probabile alter-ego dell'autore (almeno in parte), sempre affiancato dal fido amico Piccionello, più cialtrone ma altrettanto esilarante. Si conferma anche qui lo stile efficace e divertente già apprezzato nei racconti, anche se a lungo andare pesa la leziosità di voler essere spiritosi a tutti i costi. L'ambientazione nel festival veneziano ha tratti grotteschi molto marcati, volti a deridere la superficialità dello star-system cinematografico.

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