Kitchen di Banana Yoshimoto

di Banana Yoshimoto

Kitchen

"Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina...". Così comincia il romanzo di Banana Yoshimoto, "Kitchen". Le cucine, nuovissime e luccicanti o vecchie e vissute, riempiono i sogni della protagonista Mikage, rimasta sola al mondo dopo la morte della nonna, e rappresentano il calore di una famiglia sempre desiderata. Ma la famiglia si può non solo scegliere, ma anche inventare. Così il padre del giovane amico Yuichi può diventare o rivelarsi madre e Mikage può eleggerli come propria famiglia, in un crescendo tragicomico di ambiguità. Con questo romanzo, e il breve racconto che lo chiude, Banana Yoshimoto si è imposta all'attenzione del pubblico italiano mostrando un'immagine insolita del Giappone , con un linguaggio fresco e originale, quasi una rielaborazione letteraria dello stile dei fumetti manga

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valewanda
Commentato per la prima volta da: valewanda

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 1988

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2 Commenti presenti

  • liz
    liz
    06 Settembre 2024
    Grande classico di Banana Yoshimoto, Kitchen è un romanzo potente e allo stesso tempo delicato, suddiviso in tre racconti che affrontano in maniera diversa il tema della morte di persone care. La sensibilità giapponese è sicuramente molto lontana dalla nostra occidentale, ma la Yoshimoto riesce ad utilizzare un linguaggio tanto semplice quanto universale, dotato di forte umanità. Crea così un romanzo triste, ma non senza speranza, in cui persone e cose buone (come la cucina) hanno un ruolo salvifico.

    Avevo provato ad affidarmi completamente alla sorte, buona o cattiva che fosse. Mi sembrava che tutto sarebbe stato più facile. Ma quando capii che nemmeno questo serviva a rendere la vita più sopportabile, diventai anch’io un’adulta come tutti gli altri, capace di conciliare le cose più atroci con la vita di tutti i giorni. Era solo così che vivere diventava più facile. 

  • valewanda
    08 Gennaio 2024
    Grazie a un gruppo di lettura mi sono trovata questo piccolo libretto tra le mani in queste vacanze di Natale. Quante volte l'avevo visto sugli scaffali, e mai mi ero spinta a leggerlo. Avevo letto la Yoshimoto al tempo dell'università, trovandola poco adatta al mio stile, ai tempi. Quale sorpresa e quale gioia poter invece trovare una scrittura così vicina a quella che sono adesso, dopo trent'anni da allora. Ho adorato la poesia del suo linguaggio, le immagini così lievi e profonde, le descrizioni così sofisticate. Ho trovato un'autrice per me, in questa fase della vita. Ho subito proseguito e proseguirò con altri libri, di certo non me la faccio scappare più. La storia è semplice e allo stesso tempo molto ben congeniata, una storia di sentimenti e di legami, di vita e di morte, di rapporti che si scoprono e condivisioni che crescono con il passare dei giorni. La cucina, il filo conduttore del racconto. Delizioso!

    “Non avevo nessuno al mondo del mio sangue, potevo andare in qualunque posto, fare qualunque cosa. Provai una sorta di vertigine.”

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