Il viaggiatore del secolo (El viajero del siglo) di Andres Neuman

di Andres Neuman

Il viaggiatore del secolo (El viajero del siglo)

Germania, XIX secolo. Nella sperduta cittadina di Wandernburgo approda una notte Hans, giovane traduttore giramondo. Quella che sembra soltanto una tappa nel suo viaggio si trasforma nella piú meravigliosa e seducente delle trappole: l’ingresso in un circolo letterario, l’incontro con un saggio suonatore di organetto, una catena di misteriosi delitti. E soprattutto l’amore irresistibile per Sophie; donna tanto sensuale quanto intelligente. Una passione che farà tremare letti e libri. Tutto lo trattiene in questo luogo bizzarro e senza confini, dove le strade cambiano ogni giorno posizione e da cui nessuno pare essere mai riuscito a ripartire. Guardando a Goethe, Mann, Borges e Calvino, Neuman ha scritto un romanzo ottocentesco con gli occhi di un uomo del ventunesimo secolo. Perché in fondo la storia degli esseri umani è sempre la storia di creature sperdute, straniere a loro stesse, che possono sperare di salvarsi solo se si affidano al cuore degli altri

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pirripax
Commentato per la prima volta da: pirripax

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2009

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1 Commento presente

  • pirripax
    04 Agosto 2022
    Nella cittadina immaginaria di Wandernburgo, molte storie si intersecano nei primi anni della Restaurazione post Napoleonica. Esuli disillusi, aristocratici convinti, un suonatore di organetto che vive in una grotta ed un turpe assassino, tutti fanno da cornice alla impossibile storia d’amore tra Hans e Sophie. I temi sociopolitici ed artistici dell’epoca sono trattati tramite l’approfondimento dei dialoghi e degli scambi tra i personaggi. Tale espediente narrativo talvolta rende faticoso l’incedere delle trame creando nel lettore quell’impazienza che funge da pungolo a proseguire. Un vero romanzo dell’800 scritto da un giovane Argentino rientrato in Spagna per sfuggire alla dittatura in cui echeggiano note di Goethe, Borges Mann e Calvino.

    Pero enseguida vuelvo a la realidad y me do cuenta de que nunca saldré de acquì. ¿De verdad me lo preguntas? ¡porque todo me ata!, mi padre, el compromiso, la costumbre, la infancia, las dudas, yo qué sé, la cobardìa, todo.

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