Il ministero della suprema felicità di Arundhati Roy

di Arundhati Roy

Il ministero della suprema felicità

Su un marciapiede di cemento un neonato compare all'improvviso, appena dopo la mezzanotte, in una culla di rifiuti... "Nessun angelo cantò, nessun uomo saggio portò doni, ma un milione di stelle apparvero a Oriente ad annunciare la sua venuta." In un cimitero di città un abitante srotola un logoro tappeto persiano tra due lapidi... "Come per un suo gioco personale, mai le stesse per due sere consecutive." In una valle innevata... "Dove le lapidi spuntavano da terra come denti di bambini" un padre scrive alla sua bimba di cinque anni per raccontarle quante persone hanno assistito al suo funerale... "Come faccio a spiegarti cos'è centomila, se sai contare solo fino a cinquantanove? Proviamo a ragionare in stagioni? Pensa a quanti papaveri rossi fioriscono nei prati in primavera..." In un appartamento al secondo piano, sorvegliato da un gufetto, una donna sola nutre un piccolo geco con zanzare morte... "Ecco cosa avrei dovuto fare" pensò "l'allevatrice di gechi." E alla pensione Paradiso, due persone che si conoscono da tutta la vita dormono abbracciate come se si fossero appena conosciute.

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ziopibo
Commentato per la prima volta da: ziopibo

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2017

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1 Commento presente

  • ziopibo
    15 Ottobre 2017
    Un romanzo potente, un'ambientazione originale e un punto di vista inconsueto. Siamo in India, tra Delhi e il Kashmir, e le storie scorrono intrecciandosi nel modo degli ultimi. Questi sono gli intoccabili, che dormono e vivono nei cimiteri, gli hijra, donne prigioniere di un corpo maschile che vivono in una comunità le cui atmosfere ricordano i primi film di Almodovar e i guerriglieri musulmani, che lottano per l'indipendenza del Kashmir.Tutti dalla parte sbagliata, lontani dal nuovo modello vincente che vuole l'India come nuova potenza mondiale, dove la maggioranza indù continua a basarsi sul sistema delle caste e i musulmani sono emarginati.Una storia poetica che si accavalla alla critica feroce del nuovo corso nazionalista indiano del presidente Modì. La felicità è possibile.

    Lei comparve all’improvviso, poco dopo la mezzanotte. Non ci furono canti di angeli, né doni portati da saggi. Ma un milione di stelle sorsero a oriente ad annunciare il suo arrivo. Un attimo prima non c’era, e l’attimo successivo… eccola lì sul marciapiede di cemento, in una culla di rifiuti: argentee carte di sigarette, qualche sacchetto di plastica e pacchetti di patatine Uncle Chipps vuoti.

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