Il colibrì di Sandro Veronesi

di Sandro Veronesi

Il colibrì

Marco Carrera, il protagonista di questo romanzo, è il colibrì. Proprio come il piccolo uccello, che apparentemente sembra rimanere immobile nell’aria grazie ad un battito alare rapidissimo, Marco riesce, grazie ai suoi movimenti frenetici, a rimanere saldo, a non precipitare nella sua vita fatta di perdite e dolore, dove il passato sembra volerlo trascinare sempre più a fondo. Ma non solo, Marco, grazie al movimento perpetuo, dal precipizio riesce addirittura a risalire, compiendo incredibili acrobazie esistenziali. Intorno a lui viene costruita una rete di personaggi che si muovono in una storia che va dai primi anni ‘70 fino ad un futuro prossimo al nostro in cui, grazie alle prodezze del colibrì, l’Uomo Nuovo potrà finalmente splendere. “Il colibrì” è un romanzo sul dolore e sulla forza ancestrale della vita, dove il protagonista è destinato a diventare un compagno di viaggio nella vita del lettore.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2019

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3 Commenti presenti

  • liz
    liz
    05 Febbraio 2023
    Un racconto di continue tristezze e sventure, ma che vengono accettate dal protagonista, che va avanti sempre più a testa bassa ma ancora con la voglia di vivere. Sembra una storia che racconta di karma negativo, di una sciagura abbattutasi su una persona che resta sempre più sola. La particolarità del romanzo tuttavia è proprio quella di non essere tragico, ma di mantenere un tono leggero e a tratti ironico. Bella e particolare la struttura del libro, piena di flashback e flashforward, lettere e email. 
  • martha
    06 Gennaio 2021
    Il Colibrì, vincitore del Premio Strega 2020, racconta una storia di vita contornata da continui risvolti tragici. Tuttavia, la scrittura scorrevole e a tratti ironica non fa pesare questo aspetto e rende piacevole scoprire a poco a poco l’esistenza difficile di Marco Carrera, il colibrì. Lo stile tiene il lettore incollato alle pagine ed è caratterizzato da periodi sempre più lunghi, quasi a costituire un flusso di coscienza del protagonista. Anche la struttura è particolare: il romanzo è suddiviso in capitoli non disposti in ordine cronologico, spesso sotto forma di lettere o messaggi, e il bello è proprio ricostruire una linea del tempo degli eventi, sfogliandolo avanti e indietro.

    E' la dimostrazione che gli sguardi sono armi potentissime, e producono urti emotivi anche quando non sono lanciati allo scopo di produrli. (...) Ciò che cambia, e rende gli sguardi della gente più o meno sostenibili, è la qualità dell'attenzione che trasportano.

  • lou
    lou
    18 Gennaio 2020
    Una storia di vita e di morte, con un avvio appassionante e uno sviluppo da moderna epopea familiare coinvolgente e ricca di eventi. La scrittura è agevole e la struttura ben congegnata in un puzzle di eventi temporalmente disordinati che a poco a poco vanno a comporre il quadro complessivo. Si parla tanto di morte, senza eccedere in elementi patetici ma con parole di straordinaria potenza e verità, con risvolti inevitabilmente drammatici ma anche molti spunti ironici e curiosi.

    Ma è vero che se una storia d'amore non finisce, o come in questo caso nemmeno comincia, essa continuerà a perseguitare la vita dei protagonisti con il suo nulla di cose non dette, azioni non compiute, baci non dati: è vero sempre ma soprattutto fu vero per loro, poiché dopo quel pomeriggio (...) Marco e Luisa ripresero a frequentarsi, che nel loro caso significò tornare a scriversi, spesso, appassionatamente, ottocentescamente, com'era successo fino a dieci anni prima e poi non più.

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