Il censimento dei radical chic di Giacomo Papi

di Giacomo Papi

Il censimento dei radical chic

In un'Italia ribaltata - eppure estremamente familiare -, le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle élite per ingannare il popolo, il quale, in mancanza di qualcosa in cui sperare, si dà a scoppi di rabbia e applausi liberatori, insulti via web e bastonate, in un'ininterrotta caccia alle streghe: i clandestini per cominciare, poi i rom, quindi i raccomandati e gli omosessuali. Adesso tocca agli intellettuali. Il primo a cadere, linciato sul pianerottolo di casa, è il professor Prospero, colpevole di aver citato Spinoza in un talk show, peraltro subito rimbrottato dal conduttore: "Questo è uno show per famiglie, e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore". Cogliendo l'occasione dell'omicidio dell'accademico, il ministro degli Interni istituisce il Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic per censire coloro che "si ostinano a credersi più intelligenti degli altri". La scusa è proteggerli, ma molti non ci cascano e, per non essere schedati, si affrettano a svuotare le librerie e far sparire dagli armadi i prediletti maglioni di cachemire... Intanto Olivia, la figlia del professore, che da anni vive a Londra, rientrando per il funerale, trova un paese incomprensibile. In un crescendo paradossale e grottesco, Olivia indaga le cause che hanno portato all'assassinio del padre. Attraverso i suoi occhi, facendo scattare come una tagliola il meccanismo del più affilato straniamento letterario, Giacomo Papi ci costringe a vedere, più che il futuro prossimo, il nostro sobbollente presente.

Leggi di più

piero
Commentato per la prima volta da: piero

Genere: Distopico

Anno di pubblicazione: 2019

  • Commenti
  • Inserisci il tuo commento
  • Dai solo una valutazione

2 Commenti presenti

  • michele
    06 Agosto 2019
    Ironico e leggero, lucido e profetico: un breve romanzo ci lascia intravedere uno scorcio di un futuro prossimo possibile, dove l'informazione viene corretta per venire incontro alle capacità del pubblico, una Autorità vigila sulla lingua semplificata, l'uso di citazioni colte nei talk show può costare la vita. Gli intellettuali diventano paria, vengono schedati nel Registro Nazionale dei Radical Chic, si rinchiudono in un ghetto sofisticato e agiato ignari di quello che li circonda. L'inquietante Primo Ministro dell'Interno manipola il consenso, offrendo al suo popolo adorante un mix di ragionata cattiveria e saggezza popolare. Ai radical chic più incalliti non resta che usare i libri per un'atto finale di alto valore simbolico (e di nessun effetto). alzi la mano chi non ha provato un brivido scomodo lungo la schiena.

    "Ci siamo illusi di essere liberi, invece le nostre emozioni hanno un andamento statistico " disse il ministro. "Lo sa perché gli intellettuali sono così pericolosi? Perché le emozioni sono facili, elementari. Se impari i trucchi le puoi governare, mentre i pensieri rimangono liberi, vanno dove dicono loro e complicano le cose. Dove comanda la ragione, la statistica muore."

  • piero
    04 Febbraio 2019
    Grottesco e intrigante. Chi sono i radical chic ? Sono gli intellettuali che hanno perso il loro ruolo e sono diventati una casta chiusa. E a causa di ciò gli intellettuali sono ormai invisi alla maggioranza, messi al bando e odiati, tanto che nel libro si ipotizza un Registro Nazionale per proteggerli, alla luce della caccia alle streghe in atto (con omicidi di diversi intellettuali). Il presente sembra fatto non per i libri (e quindi non per questo sito) ne per l’analisi della complessità (parola ormai messa al bando). Rimane  per tutto il libro un dubbio: è una critica a chi non ha capito che il pensiero e la cultura sono fondamentali o forse verso chi doveva saper leggere davvero il presente ed essere in grado di ridarsi un nuovo ruolo ? 

Vuoi scrivere il tuo commento? Accedi oppure registrati.

Vuoi inserire la tua valutazione? Accedi oppure registrati.