Eccomi di Jonathan Safran Foer

di Jonathan Safran Foer

Eccomi

Ambientata a Washington durante quattro, convulse settimane, "Eccomi" è la storia di una famiglia in crisi. Mentre Jacob, Julia e i loro tre figli sono costretti a confrontarsi con la distanza tra la vita che desiderano e quella che si trovano a vivere, arrivano da Israele alcuni parenti in visita. I tradimenti coniugali veri o presunti, le frustrazioni professionali, le ribellioni adolescenziali e le domande esistenziali dei figli, i pensieri suicidi del nonno, la malattia del cane: tutto per Jacob e Julia rimane come sospeso quando un forte terremoto colpisce il Medio Oriente, innescando una serie di reazioni a catena che portano all'invasione dello stato di Israele. Di fronte a questo scenario inatteso, tutti sono costretti a confrontarsi con scelte a cui non erano preparati, e a interrogarsi sul significato della parola casa.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2016

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2 Commenti presenti

  • uma
    uma
    06 Aprile 2020
    Con questo corposo romanzo ambientato a Washington nel corso di quattro intense settimane, Foer ci racconta l’abisso in cui vengono risucchiati  Jacob, scrittore di serie televisive, sua moglie Giulia, architetto che non ha mai progettato una casa, e i loro tre figli. Gli intricati e paranoici legami familiari, i tradimenti (reali o solo pensati?) e il disagio esistenziale vissuto dai figli sono calati in un contesto fantapolitico dove il fragile equilibrio in Medioriente può catastroficamente degenerare in guerra aperta. Un matrimonio minato alle fondamenta diventa così metafora della possibile caduta dello stato di Israele e dell’incrinarsi della fede nel Dio ebraico. Il personaggio di Jacob, marito imperfetto e uomo dalle pericolose fragilità, cresce però attraverso le pagine della narrazione per trovare nell’epilogo una propria “pietas” e un personale equilibrio interiore.

    “Rimangono in silenzio. Ma è un silenzio diverso da quello che conoscevano. Non il silenzio per scherzare, nascondere, distrarre. Non il silenzio dei muri, ma il silenzio per creare uno spazio da riempire”

  • lou
    lou
    28 Giugno 2017
    Libro importante, prolisso, sofferto, ricco di dialoghi serrati, talvolta esasperanti nella loro ricercata dialettica inzalzante, con battute sempre (troppo) pronte e argute. E' un testo intrinsecamente ebreo, anche nelle pagine più sferzanti contro le tradizioni religiose, che trasuda arguzia ebraica anche nelle miserie della quotidianità e delle tensioni domestiche. Tanta verbosità, ma anche tanta intensità, con pagine memorabili, come ad esempio il discorso del giovane rabbino al funerale di nonno Isaac.

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