Divorare il cielo di Paolo Giordano

di Paolo Giordano

Divorare il cielo

Quei tre ragazzi che si tuffano in piscina, nudi, di nascosto, entrano come un vento nella vita di Teresa. Sono poco piú che bambini, hanno corpi e desideri incontrollati e puri, proprio come lei. I prossimi vent'anni li passeranno insieme nella masseria lí accanto, a seminare, raccogliere, distruggere, alla pazza ricerca di un fuoco che li tenga accesi. Al centro di tutto c'è sempre Bern, un magnete che attira gli altri e li spinge oltre il limite, con l'intensità di chi conosce solo passioni assolute: Dio, il sesso, la natura, un figlio. Le estati a Speziale per Teresa non passano mai. Poi un giorno li vede. Sono «quelli della masseria», molte leggende li accompagnano, vivono in una specie di comune, non vanno a scuola ma sanno moltissime cose. Credono in Dio, nella terra, nella reincarnazione. Tre fratelli ma non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, inestricabilmente legati l'uno all'altro, carichi di bramosia per quello che non hanno mai avuto. A poco a poco, per Teresa, quell'angolo di campagna diventa l'unico posto al mondo. Il posto in cui c'è Bern. Il loro è un amore estivo, eppure totale. Il desiderio li guida e li stravolge, il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. Perché Bern ha un'inquietudine che Teresa non conosce, un modo tutto suo di appropriarsi delle cose: deve inghiottirle intere. La campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent'anni e quattro vite. I giorni passati insieme a coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l'altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto dell'universo.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2018

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2 Commenti presenti

  • martha
    26 Luglio 2019
    Divorare il cielo ci parla dell'amore che lega Teresa e Bern, un amore tossico ma totalizzante, capace di resistere in ogni circostanza. Il personaggio di Bern lascia perplessi: è sicuro di sè e di quello in cui crede, ma si lascia portare via dalla sua fortissima ideologia, fino a perdere di vista ciò che lo circonda e le vere priorità. Teresa, invece, riesce a dedicarsi a ciò e soprattutto a chi ama con tutta se stessa, mimetizzandosi in qualche modo tra gli altri e abbandonando la sua vita reale per adattarsi nell'ambiente della masseria, unico luogo che sentirà davvero suo.

    Come se ciò che accadeva troppo distante da lui, dal tronco di quel gelso, non esistesse affatto o comunque non avesse importanza. Ma andava bene lo stesso. Mi era sufficiente stargli vicino, rovistare fra le piante e respirare insieme quell'aria satura di umidità.

  • lou
    lou
    23 Giugno 2018
    Una storia densa di inquietudine, di tormento, di disagio, ancora più estrema rispetto ai precedenti romanzi di Giordano. Un testo complesso, articolato su più piani temporali, profondo e sofferto, scritto molto bene come sempre. Il tema centrale è l'illusione di poter seguire senza compromessi le proprie intime convinzioni, pagandone poi inevitabilmente care le conseguenze. Il personaggio principale - Bern - è una sorta di eroe romantico, in perenne lotta per affermare i propri bisogni viscerali. Accanto a lui Teresa, l'io narrante, disposta a tutto per seguirlo. Attorno a loro un mondo di ideali utopici e di sfide assolute, nei legami di amore e amicizia, nel rapporto con la natura, nella disperata ricerca di un figlio, inseguite con una voracità adolescenziale con esiti anche violenti.

    Fingevamo di festeggiare un nuovo inizio, il concepimento e chissà che altro, eppure ognuno di noi sapeva dentro di sé che quel brindisi sanciva soprattutto la fine: la fine delle nottate insieme sotto il pergolato, la fine dell'amicizia stessa forse; la fine di un sogno opaco che nessuno di noi, con la sola eccezione di Bern, aveva mai creduto potesse compiersi sul serio e poi durare.

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