Di chi è questo cuore di Mauro Covacich

di Mauro Covacich

Di chi è questo cuore

Una piccola anomalia cardiaca viene scoperta all’uomo che ha il nome e le sembianze dell’autore, allontanandolo da un’attività sportiva ai limiti del fanatismo e infrangendo l’illusione di un’efficienza fisica senza data di scadenza. È questo l’innesco di un romanzo sul corpo, ma soprattutto sul cuore come luogo dei sentimenti e dei destini individuali. C’è un ragazzo caduto, o forse lasciato cadere, da una finestra di un albergo di Milano durante una gita scolastica. Ci sono gli esseri umani, fragili e pieni di voglie.La solitudine e il desiderio. Ma la storia gira attorno alla relazione dell’autore con la sua compagna, alle trasferte di lavoro, alle tentazioni a cui sono esposti, alla fiducia e al sospetto di cui si nutre la convivenza. Chi è, ad esempio, quell’uomo che si infila in casa loro la notte? Una pista porterebbe nel quartiere, il Villaggio Olimpico di Roma, popolato da figure che sembrano carte dei tarocchi e che lo scrittore consulta nelle sue camminate erranti.Dopo La città interiore, Mauro Covacich compone una nuova, potente avventura narrativa che ha il coraggio dell’autobiografia più vera. Un romanzo capace di entrare con esattezza nel presente che plasma le nostre vite.

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liz
Commentato per la prima volta da: liz

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2019

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2 Commenti presenti

  • cervo
    20 Dicembre 2019
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    parolabreve

  • liz
    liz
    30 Aprile 2019
    L'autore si cimenta nel racconto della vita quotidiana di uno scrittore e della genesi dei suoi romanzi. Il tono è quello di una forte autobiografia, come se si trattasse di un viaggio nell'interiorità dell'autore e, in parallelo, nel mondo in cui egli continua a scontrarsi. Si fatica a trovare una chiave unica di lettura, un vero inizio, una vera fine, un vero fatto centrale, ma forse il tutto si spiega nella verità che anima la storia stessa, nella forte vicinanza del romanzo con la vita vera. Bella l'alternanza fra il racconto di fatti quotidiani e i brani scritti per il giornale, ispirati dai fatti stessi. Belle anche le riflessioni sulla realtà dei senzatetto, definiti "uomini albero", che il protagonista incontra continuamente nelle sue peregrinazioni quotidiane e sulla cui esistenza non smette mai di interrogarsi.

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