Chiara di Antonella Lattanzi

di Antonella Lattanzi

Chiara

L'infanzia non è un tempo fuori dal pericolo, Marianna e Chiara lo sanno bene. Ci sono le feste di compleanno in salotto, mano nella mano, i panini con la frittata divisi a metà e nascosti in tasca fino all'intervallo. Ma c'è anche l'ombra lunga di due famiglie in apparenza diversissime, eppure uguali nella violenza con cui trafiggono. Per anni hanno creduto di essere sole, le uniche a vivere nell'oscurità, a dover affrontare i mostri. E invece scoprono che la salvezza può esistere in un patto in cui l'una per l'altra diventano il rifugio che il mondo non sa offrire. Ma cosa succede quando quel patto si rompe sotto i colpi della realtà, o forse solo della vita adulta? Dopo "Cose che non si raccontano", Antonella Lattanzi torna a emozionarci e scuoterci con una storia potente, profondamente vera, che racconta di ogni volta che, nel mezzo del buio, qualcuno ha trovato il modo di tenerci vivi. «Qualunque cosa sia successa dopo, non siamo più state "io" e "lei" ma "noi". Anche adesso, dopo che è successo tutto». Marianna e Chiara crescono a pochi passi, nella Bari popolare degli anni Novanta, in due famiglie che sembrano agli antipodi - una ruvida e irrequieta, l'altra ordinata e colta, apparentemente perfetta - ma che si rivelano uguali nel modo in cui tradiscono, soffocano, feriscono. Tra le due ragazze nasce subito un legame assoluto, fatto di intesa e di coraggio, di un bisogno vitale di raccogliersi a vicenda. Così, contro la violenza che le circonda, costruiscono un mondo solo loro, e negli anni l'affetto si confonde con l'amore, in alcuni momenti diventa anche attrazione e desiderio. Ma la vita adulta le allontana, crescere in fondo è irreparabile. E allora, quando sarà il momento, sapranno tenere fede a quella promessa di esserci sempre l'una per l'altra, anche di fronte al Terrore? In un romanzo dal ritmo incalzante, magnetico, che va avanti e indietro nel tempo in modo sapiente, Antonella Lattanzi sa tenere insieme la tenerezza dell'infanzia, l'erotismo come scoperta e il senso di minaccia incombente tra le mura di casa, la paura che qualcosa si spezzi all'improvviso, senza avvisare. Ma proprio dentro la tensione, contro ogni aspettativa, si accende la poesia della vita, e insieme un bene ostinato e splendente, capace di disarmare il cuore di chi legge.

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valewanda
Commentato per la prima volta da: valewanda

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2025

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1 Commento presente

  • valewanda
    08 Gennaio 2026
    Leggere voracemente, questo è l'obiettivo di questo nuovo inizio, bellissimo inizio. Quattro libri in dieci giorni, libri anche struggenti. Tuffarsi tra le pagine con ritrovata gioia e desiderio. Questo mi ha portato la fine del 2025 e l'inizio del 2026. Ringrazio di aver visto una signora immersa anima e corpo alla fermata del tram in questo libro, Chiara. L'ho osservata, e mi sono chiesta cosa avesse di speciale, cosa scatenasse in lei questa storia, che tanto la stava coinvolgendo. Poi ho realizzato quanto avevo amato "Cose che non si raccontano", della stessa autrice, e ho capito. Sono entrata al Libraccio appena aperto vicino a casa e ne sono uscita con questo libro tra le mani. Ho iniziato a leggerlo a casa, in un giorno di ferie, e non ho più smesso, finché non l'ho finito. E' struggente, come a volte sa essere l'amicizia nata da bambini, proseguita nell'adolescenza, stretta dalle stesse dinamiche familiari, dalle stesse tragedie. Chiara e Marianna sono così, strette e unite, attraversano la vita dilaniata da realtà simili e analogamente drammatiche: due padri che in modo diverso incarnano due mostri, che le attanagliano. E loro camminano e si stringono, procedono, cercano di sopravvivere e di farsi strada. Queste pagine sono il racconto delle loro vite, di un pezzo della loro esistenza, con dei brevi spaccati della realtà attuale, di come sono cresciute, si intravedono sprazzi di come sono diventate, di come la famiglia ha in qualche modo plasmato la loro esistenza. E' un libro che sa essere duro e dolce, in un mix perfetto, tale da renderlo magnetico e coinvolgente. Ne sono uscita provata, ma felice.

    Abbiamo imparato che la felicità è un lavoro. Va coltivata ogni giorno, ogni minuto, va difesa. Va amata, anche quando fa male.

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