Cattedrale di Raymond Carver

di Raymond Carver

Cattedrale

Come descrivere una cattedrale medievale a chi non vede? Si può superare una crisi senza apparenti vie d’uscita? Raccontarsi a un orecchio amico aiuta davvero a voltare pagina e ricominciare? E dove trovare, nella tragedia e nella difficoltà, nel lutto e nell’abbandono, quei piccoli appigli che permettono di andare avanti? Il cuore dell’ultima raccolta di Carver, e dei suoi dodici racconti, sta tutto nella risposta a questi interrogativi: nella possibilità di lasciarsi sorprendere dall’imprevedibilità della condivisione e del contatto umano.

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alecorti97
Commentato per la prima volta da: alecorti97

Genere: Racconti

Anno di pubblicazione: 2014

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2 Commenti presenti

  • liz
    liz
    09 Novembre 2023
    Sono racconti apparentemente semplici quelli di Carver, al limite del minimalismo, dove tutto ciò che succede veramente -soprattutto interiormente- è lasciato non detto. Ma tanto semplici non sono, e anzi penso che  la vera forza di questo autore sia proprio quella di invitare continuamente il lettore a leggere fra le righe, in mezzo a quella che sembra un’apparente banalità, per cercare il significato vero di quanto viene raccontato, senza nessuna certezza di trovarlo. Consiglio la lettura dell’edizione con la prefazione di Francesco Piccolo, che descrive con chiarezza ed entusiasmo la poetica di Carver e del suo raccontare il trascurabile. 
  • alecorti97
    01 Novembre 2022
    “Cattedrale” è una raccolta di dodici racconti di vita quotidiana; i racconti sono brevi, diretti, senza grandi scossoni di trama. La scrittura di Carver è scarna, essenziale e ha a che fare con ognuno di noi. Cosa rende quindi questo libro così, a mio parere, speciale? La trascurabilità. Carver dà nuova vita a frammenti di esistenza quasi noiosi e cristallizza in poche pagine momenti trascurabili, inconsistenti, attimi di attesa e momenti topici, rendendoli indimenticabili. L’effetto è quello di immergersi nei racconti e di interrogarsi su cosa succederà dopo, su come si risolverà la storia; Carver non ci dà una risposta chiara ma allo stesso tempo la sottende, la nasconde tra le pagine e la fa emergere proprio nei suoi personaggi e nei loro dialoghi. Le storie sono molto diverse tra loro, non hanno un filo conduttore comune, se non appunto quello di essere vere, così come sono. Ad impreziosire l’edizione del 2014, la prefazione di Francesco Piccolo.

    Sotto le batterie di luci fluorescenti sembrava giorno. Rimasero lì a parlare fino all'alba, un chiarore pallido e intenso che entrava dalle vetrine, senza che venisse loro in mente di andarsene.

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