Caro Pier Paolo di Dacia Maraini

di Dacia Maraini

Caro Pier Paolo

"Caro Pier Paolo, ho in mente una bellissima fotografia di te, solitario come al solito, che cammini, no forse corri, sui dossi di Sabaudia, con il vento che ti fa svolazzare un cappotto leggero sulle gambe. Il volto serio, pensoso, gli occhi accesi. Il tuo corpo esprimeva qualcosa di risoluto e di doloroso. Eri tu, in tutta la tua terribile solitudine e profondità di pensiero. Ecco io ti immagino ora così, in corsa sulle dune di un cielo che non ti è più ostile".

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giur
Commentato per la prima volta da: giur

Genere: (auto)biografie

Anno di pubblicazione: 2022

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1 Commento presente

  • giur
    03 Novembre 2022
    Dacia Maraini, in occasione del centenario della nascita di Pasolini ha deciso di dare ai lettori il proprio ricordo dell'autore, con delle lettere ideali, frutto di sogni sempre più ricorrenti su esperienze di vita condivise con l'amico. Il libro scorre veloce e per lo più piacevole; come in tutti i casi in cui si riesce ad avere nuove informazioni su figure iconiche, da chi le ha conosciute, l'interesse è palpabile in se stessi, mentre si legge. Alcuni passi risultano, a dirla tutta, atti a mettere per iscritto qualcosa di specifico, che la voce dell'autrice dimostra di voler condividere con determinazione. Maraini si interroga su quali possano essere stati i pensieri e i sentimenti di una delle figure più enigmatiche della letteratura contemporanea italiana, ovviamente su un piano più personale del lettore-tipo. Quindi, sebbene a tratti il testo risulti "forzato", cattura l'attenzione con il sincero affetto che permea le parole dell'autrice.

    [...] non solo ti ha introdotto al mondo, tua madre Susanna, attraverso il suo ventre, ma ti ha fatto entrare nel magico territorio della poesia attraverso la sua preziosa voce materna. La poesia come carnalità, festa dei sensi. Mi hai fatto venire in mente una definizione di Roland Barthes [...]. Per lui il corpo della madre era semplicemente il corpo della lingua materna. Ma per te diventa una metafora più calzante che mai.

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