Borgo sud di Donatella Di Pietrantonio

di Donatella Di Pietrantonio

Borgo sud

Adriana è come un vento, irrompe sempre nella vita di sua sorella con la forza di una rivelazione. Sono state bambine riottose e complici, figlie di nessuna madre. Ora sono donne cariche di slanci e di sbagli, di delusioni e attenzioni intermittenti. Vivono due grandi amori, sacri e un po' storti, irreparabili come sono a volte gli amori incontrati da giovani. Ma per chi non conosce la lingua dell'affetto è molto difficile aprire il cuore. Con la sapienza e la naturalezza dei grandi scrittori, Donatella Di Pierantonio ci regala in queste pagine un'emozione calda e sussurrata, che rimarrà con noi a lungo.

Leggi di più

valewanda
Commentato per la prima volta da: valewanda

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2020

  • Commenti
  • Inserisci il tuo commento
  • Dai solo una valutazione

2 Commenti presenti

  • norah
    19 Marzo 2021
    Due sorelle si ritrovano dopo mesi di lontananza, in modo insolito, di notte. La più giovane, Adriana, con un bimbo in braccio, è disperata e in cerca di aiuto. Il vincolo di affetto che le unisce emerge all'improvviso e le accomuna nel cercare la soluzione a quel momento di difficoltà. L'autrice sa raccontare con parole adeguate, a tratti anche dialettali, la vita difficile di Adriana in fuga da Borgo sud, un rione della sua città abitato da "gente di mare" omertosa e poco disponibile, e da Rafael, marinaio dal comportamento spesso violento. La vita di queste due sorelle, diverse per temperamento e cultura, si snoda tra vicende tristi e forti episodi di vita famigliare. Brava la Di Pierantonio nel narrare in modo efficace il sentimento di sorellanza che, soprattutto nei momenti più tristi della giovane esistenza delle sorelle, riaffiora con forza esaltando il legame che la vita ha loro affidato. Sfatato il detto "parenti serpenti"? In questo caso sì.
  • valewanda
    12 Febbraio 2021
    Dopo la splendida storia de l'Arminuta, Donatella Di Pietrantonio ritorna e prosegue a raccontare la vita delle due sorelle, la narratrice e Adriana, che torna con la sua vivacità e il suo colore a intrecciare le sue giornate con quelle della protagonista. La potenza dei suoi personaggi è magistrale anche questa volta, i caratteri e i volti tratteggiati con minuzia, e così le parole e le descrizioni. "In fondo speravo che continuasse a tacere. Saremmo rimasti insieme nel malessere che in quel momento si propagava a ondate dalla sua metà del letto. Forse sarebbe passato, un giorno, senza un perché com'era venuto". Personaggi che non fanno pace con se stessi, irrompono nelle proprie vite e in quelle altrui e lasciano un segno indelebile, difficile da scalfire. L'Arminuta prosegue la sua strada.

    Il buio della stanza 405 s'illumina ora di una verità improvvisa: mia madre l'aveva indovinato il futuro delle sue figlie femmine, lo presentiva dentro di sé in quel suo modo viscerale, fisico come una colica, una turbolenza dell'intestino. Mia madre era nei presagi.

Vuoi scrivere il tuo commento? Accedi oppure registrati.

Vuoi inserire la tua valutazione? Accedi oppure registrati.