Babilonia di Yasmina Reza

di Yasmina Reza

Babilonia

In un posto qualunque nella periferia di Parigi, una donna qualunque, con un buon lavoro, un marito, un figlio, una sorella e dei vicini di casa, si lascia coinvolgere, nel corso di una strana notte di quasi primavera, in una faccenda che potrebbe costarle assai cara. Per affettuosa solidarietà con un uomo di cui non sa molto, tranne che è solo, profondamente solo. O forse perché, di colpo, ha voglia, foss'anche per un'ora, di respirare fuori dalla soffocante banalità del quotidiano, di farsi un giro «on the wild side» – di immergersi in una «dimensione di tenebra». Tirando con la consueta, stupefacente maestria le fila di una vicenda in cui il comico e il tragico si mescolano in maniera inestricabile come in una sorta di perverso vaudeville, Yasmina Reza dà voce alle angosce più segrete, e mette in scena il suo beffardo teatrino della crudeltà scavando ancora una volta in quello spazio di connivenze e mostruosità che può diventare la coppia; e ci ricorda che – non diversamente dagli ebrei, che «sulle rive dei fiumi di Babilonia» sedevano e piangevano «al ricordo di Sion» – ciascuno vive in esilio: da se stesso, da ciò che avrebbe voluto essere, e dagli altri.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2016

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1 Commento presente

  • lou
    lou
    16 Luglio 2017
    Parte come un memoir, con acute riflessioni esistenziali e un'osservazione sociologica delle miserie umane davvero notevole. Poi arriva la svolta tragica, con risvolti grotteschi. La sessantenne protagonista decide quasi inconsapevolmente di farsi coinvolgere dagli eventi, per solidarietà umana o semplicemente per sfuggire alla soffocante vita di coppia. La scrittura è brillante, con accelerazioni improvvise alternate ad incisi più lenti e malinconici.

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