Azzorre di Cecilia M. Giampaoli

di Cecilia M. Giampaoli

Azzorre

L'8 febbraio del 1989 un aereo partito da Bergamo, con 144 persone a bordo, si schianta su una montagna delle isole Azzorre. Una bambina di sei anni perde il padre nel disastro. Venticinque anni dopo la stessa bambina decide di partire per l'arcipelago portoghese. "Azzorre "è il viaggio di quella bambina ormai donna. Un viaggio fatto di persone e luoghi, di testimonianze, ricordi, reticenze, incontri fortuiti e voluti; un viaggio privo di compatimenti, intrapreso nella speranza che possa esistere una verità di altra sostanza, a suo modo liberatoria.

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uma
Commentato per la prima volta da: uma

Genere: (auto)biografie

Anno di pubblicazione: 2020

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  • uma
    uma
    29 Agosto 2020
    Ci vuole coraggio per riavvolgere caparbiamente il filo della memoria quando un evento drammatico ha segnato profondamente il tuo destino, ci vuole lucidità per volerti soffermare anche sui dettagli più macabri per cercare di comprendere e dare una spiegazione plausibile al tuo dolore. È questo che sente di dover fare Cecilia Giampaoli ritornando sul luogo del disastro aereo delle Azzorre, dove ha perso la vita suo padre quando lei era bambina. Senza sconti e senza risparmiarsi Cecilia compie in realtà un viaggio interiore che la porterà, se non a individuare un colpevole, a comprendere le colpe e la sofferenza altrui e ad accettare la propria. Lo stile è incisivo e ricco di immagini potenti, curati e naturali i dialoghi, vere e toccanti le storie dei personaggi.

    “A mia madre piacerebbero moltissimo i tuoi vasi” dico. Lui si alza e va a prenderne uno. Dice che è fatto con la terra e che io in questa terra ho perso mio padre. Dice che mio padre è un po’ nel vaso e me lo regala.

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