avere tutto di Marco Missiroli

di Marco Missiroli

avere tutto

I gabbiani a Rimini non urlano mai. In nessuna stagione dell’anno, neanche quando Sandro torna a casa dopo aver vissuto a Milano, e trova suo padre con la testa sempre più dura. Neanche quando passano i mesi e si accorge di essere rimasto lì con lui per affrontare la loro partita più grande, facendo un vecchio gioco: dove vorresti essere con un milione di euro in più e parecchi anni in meno? Da giovane Nando Pagliarani aveva il torace da nuotatore e un destino interrotto. Ha lavorato sui bus turistici, fatto il ferroviere, posseduto il bar America, ma l’unica voce che dovrebbe esserci sul suo documento d’identità è: ballerino. Perché lui e sua moglie hanno ballato come diavoli, in tutte le competizioni della riviera romagnola. Ballavano per vincere. Anche a Sandro piace vincere, è una malattia di famiglia. Ma la sua danza è pericolosa. Le prime volte al tavolo da gioco era lui il tizio da spennare, poi è diventato lo sbarbato da tenere d’occhio. Quel che è certo è che prima aveva un lavoro stabile e programmava con Giulia un futuro. E adesso? Cos’è rimasto a Sandro, che voleva avere tutto? Cosa rimane a ciascuno di noi, ogni volta che sfidiamo la fortuna? Marco Missiroli firma il suo romanzo più potente e maturo, raccontando la febbre di un giovane uomo pieno di slanci e difetti, di una città di provincia che vive alla grande solo una stagione all’anno, di una famiglia arsa dall’amore e dalla smania.

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valewanda
Commentato per la prima volta da: valewanda

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2023

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1 Commento presente

  • valewanda
    03 Marzo 2023
    Marco Missiroli mi ha colpito più volte, alcuni dei suoi libri sono pagine che ho impresse molto chiare nella mente, insieme ai momenti in cui le ho lette. Penso a "Fedeltà", e a "Atti osceni in luogo privato", in particolare, che ho divorato e amato profondamente. Penso anche a lui, con questa parlata riminese spiccata, mentre intervista altri autori, come in quella piccola libreria indipendente che frequento da anni, "Gogol & company". In questo libro fatico un po' a entrare, in punta di piedi cerco di capire qual è la storia che l'autore mi vuole raccontare. Quella di un padre e di un figlio che si riscoprono negli ultimi giorni di vita del primo, quella di una rimini malinconica in un inverno triste, o quella di un uomo che attraversa i suoi giorni superficialmente, dipendente dal gioco e sempre alla ricerca dell'adrenalina come scintilla di una vita troppo ordinaria.? L'ho capito solo verso la fine, trascinando a volte qualche pagina di troppo per rendere memorabile questa storia

    – Era felice?– Non è che siamo mai felici noi.– Voi?– Dovevi fare il carabiniere e interrogare giù alla Destra del Porto.– Com’è che siete, dài.E avrei voglia di dirglielo: siamo nel mezzo della vita.

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