Arte di Yasmina Reza

di Yasmina Reza

Arte

«Il mio amico Serge ha comprato un quadro» annuncia Marc, da solo in scena, ad apertura di sipario. «È una tela di circa un metro e sessanta per un metro e venti, dipinta di bianco. Il fondo è bianco, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali, bianche». Subito dopo Marc viene a sapere dallo stesso Serge che il quadro bianco a righe bianche è stato pagato duecentomila franchi: cosa che Marc giudica grottesca, poiché secondo lui è «una merda». Un terzo amico, Yvan – che ha già abbastanza guai con i preparativi del suo matrimonio –, non prende posizione, venendo accusato dagli altri due di pusillanimità e doppiezza. Così, la serata che i tre decidono di trascorrere insieme si trasforma in un regolamento di conti, in un gioco al massacro: il quadro bianco a righe bianche diventa il rivelatore da cui affiorano a poco a poco nevrosi, risentimenti e rivalità, mentre le parole si fanno sempre più velenose, sempre più acuminate, fino a ridurre in macerie la fragile impalcatura di un rapporto fondato sull'egoismo, la vanità e l'ipocrisia. Yasmina Reza, di cui conosciamo la penna affilata e lo sguardo chirurgico, tocca in questa commedia nera vette di comica crudeltà, si diverte e ci fa divertire – perché ridiamo molto, anche se sempre più a denti stretti, a mano a mano che da sotto la maschera buffa del théâtre de boulevard vediamo spuntare la malinconia.

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liz
Commentato per la prima volta da: liz

Genere: Saggistica

Anno di pubblicazione: 2009

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1 Commento presente

  • liz
    liz
    18 Febbraio 2022
    Questo  breve dialogo teatrale a tre vuole scandagliare l’eterna discussione sul concetto di arte contemporanea e i famosi “potevo farlo anch’io”. E per affrontare questo difficile tema, Yasmina Reza inaspettatamente utilizza un dialogo semplice, che resta nel quotidiano e nello scontro fra pareri opposti - fra chi considera un quadro bianco un capolavoro e chi pensa che l’amico sia completamente impazzito per averlo acquistato. Non ci si sofferma sulla storia dell’arte, né sui significati. Vuole essere forse di più uno scontro generazionale, ma soprattutto una visione ironica della questione, con forse anche un sottile velo di criticità riguardo le follie del mercato dell’arte. 

    Io non credo nei valori che informano l’Arte di oggi… La legge de nuovo. La legge della sorpresa… La sorpresa è una cosa morta. Morta appena concepita, Serge…

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