Arcodamore di Andrea De Carlo

di Andrea De Carlo

Arcodamore

Dopo il fallimento del suo matrimonio, Leo Cernitori, fotografo, evita qualsiasi coinvolgimento emotivo. Lo si vede nelle foto che fa, nella qualità delle relazioni che intreccia con le donne conosciute. Ma, in una Milano sbigottita per le rivelazioni di Tangentopoli, Leo incontra Manuela. Lei è una strana ragazza, indossa jeans e giacche in pelle, suona l'arpa in orchestre classiche ma frequenta discoteche afro. E lui si farà travolgere in un vortice di musica, dolore, desiderio, paura. Percorrendo l'arco di un amore, difficile ma profondo, doloroso ma autentico, si fa strada l'analisi e la rappresentazione di quei sentimenti che continuamente gli uomini e le donne di oggi tentano di nascondere anche a loro stessi.

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marilena1964
Commentato per la prima volta da: marilena1964

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2017

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1 Commento presente

  • marilena1964
    24 Agosto 2020
    Ambientata in una Milano sconvolta dalle rivelazioni di tangentopoli Arcodamore è la storia di un amore travolgente ma ossessivo tra Leo, fotografo di oggetti che dopo il fallimento del suo matrimonio sembra vivere in una dimensione sospesa in cui evita di farsi coinvolgere emotivamente da qualsiasi cosa o persona e Manuela, una ragazza piena di contraddizioni, arpista di professione. L’incontro tra i due scuote Leo dal suo torpore e lo trascina in un vortice di musica, desiderio e amore intenso, sensuale a volte eccessivo e distruttivo. Il limite del romanzo è nelle stile che -a tratti- nella descrizione delle interazioni tra i due protagonisti si fa eccessivamente ridondante e, per contro, nella descrizione dei personaggi di contorno si fa scarno facendole risultare poco più che figure stereotipate

    La musica mi stimolava associazioni libere nella testa, aveva abbastanza spazi di vuoto e di ripetizione per qualunque genere di riflessione. Non seguivo le parole e nemmeno il percorso dei suoni, mi lasciavo solo suggestionare dalle note e dagli accordi come venivano; dentro e fuori i turbini di noia e di allegria e di convenzione e di gioco e di oppressione e di sdilinquimento come un delfino nell'acqua torbida.

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