Albicocche al miele di Elisa Pellegrino

di Elisa Pellegrino

Albicocche al miele

Per Diego, Giulia, Caterina e Greta l’università sta finendo ed è come se anche sulla loro amicizia si allungasse un’ombra di incertezza. Fino a quell’estate era bastato vivere nella stessa città, condividere le stesse preoccupazioni, le stesse scoperte e la costante sensazione di un futuro dalle possibilità infinite per tenere saldo il gruppo. Ma da ora in poi le taciturne solitudini da studente di Lettere di Diego, la testarda ambizione di Giulia, il fragile talento di Caterina e le insicurezze sentimentali di sua sorella Greta non avranno più quella rete di salvataggio. Queste quattro vite, per la prima volta dopo molti anni, sono costrette ad affrontare da sole un anno nuovo con tutte le paure e le incognite che si porta dietro. Un anno però irripetibile, quattro stagioni scandite da quattro film, uno per ogni personaggio, per quattro storie intrecciate fatte di piccole grandi paure, euforie, sesso, solitudini, viaggi, lacrime, amore e crescita: insomma un anno di vita e di amicizia. Elisa Pellegrino nel suo romanzo d’esordio racconta, attraverso le vite normali e uniche di Diego, Caterina, Giulia e Greta, le emozioni e i pensieri di quel momento preciso della giovinezza in cui ci si sente ancora adolescenti, attaccati agli ultimi scampoli di vita libera e spensierata, ma si è anche consapevoli di dover diventare grandi senza, però, sapere bene come.

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liz
Commentato per la prima volta da: liz

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2021

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1 Commento presente

  • liz
    liz
    22 Novembre 2021
    “Albicocche al miele” è il romanzo di esordio di Elisa Pellegrino, in arte Cortomiraggi, giovane blogger che scrive di libri e film. La stessa storia viene raccontata da quattro punti di vista diversi, ovvero quattro ragazzi ventenni, tutti alla prese con lo spaesamento dovuto all’ingresso nella vita adulta e alla continua ricerca di una propria strada. Si tratta di un esordio semplice ma comunque interessante, ricco di riferimenti letterari e cinematografici, come lo stesso titolo del libro, che si rimanda a una divertente frase pronunciata da Hugh Grant in Notting Hill.

    Forse quel senso di completezza sarebbe durato il tempo di una cena, forse l’avrebbe perso appena prima di rannicchiarsi nel letto. In quel momento però, osservando i volti dei suoi pezzi di cuore, le sembrò di avere già tutto. 

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