52 pietre nello stagno di Carlo Bonfantini

di Carlo Bonfantini

52 pietre nello stagno

Un piccolo canzoniere. Ma non una raccolta casuale ed estemporanea. Perché se è vero che l’avventura poetica nasce per caso, quasi da subito viene sostenuta e indirizzata dall’idea di scrivere precisamente 52 haiku, o similhaiku (comunque poesie di soli tre versi): uno per ogni settimana che c’è in un anno. E di accompagnare queste poesie con testi, anch’essi brevi, che ne spiegano più compiutamente il significato o il contesto in cui sono nate, oppure si aprono a libere riflessioni o si trasformano in miniracconti di fatti realmente accaduti a chi scrive. Ecco allora che il canzoniere è diventato una sorta di diario (lirico, saggistico e narrativo) di un anno di esistenza, inaspettatamente influenzata dalla comparsa della pandemia, ma da questa né schiacciata né monopolizzata.Passioni politiche e sportive, paesaggi naturali e urbani, amici e parenti, malinconie, rabbia e felicità… In questo modesto zibaldone c’è un po’ di tutto. Come nella vita.

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valewanda
Commentato per la prima volta da: valewanda

Genere: Poesia

Anno di pubblicazione: 2021

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1 Commento presente

  • valewanda
    01 Gennaio 2022
    La cena del 22 dicembre per il compleanno di un amico è ormai una tradizione per noi. È la “nostra” cena, un nostro momento speciale, e quest’anno ho ricevuto questo libro in regalo. Lo spunto è l’haiku, antico componimento giapponese di soli tre versi. L’autore, Carlo, amico fraterno di colui che mi ha regalato questo libro, decide di riunire in questo testo 52 haiku, scritti principalmente da lui nell’arco di due anni, seguiti da un commento o una foto. Il risultato è una perla, uno scrigno di momenti e di vita vissuta, attimi malinconici di rara sensibilità. Ero molto curiosa e non ho resistito, ho iniziato a leggere e non ho smesso più. Ne risulta un ritratto splendido, che dipinge la vita dell’autore ma anche la nostra vita, uno scorcio che risulta a tratti forte a causa del momento pandemico. Spunto meraviglioso per iniziare a scrivere haiku, compito suggerito da una professoressa di italiano sicuramente appassionata, di cui seguiró sicuramente le orme. 

    “Come mollette colorate ci aggrappiamo con le dita ai fili tesi della vita”.

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