Ucronia di Emmanuel Carrère

di Emmanuel Carrère

Ucronia

Nel romanzo di Sarban Il richiamo del corno, un ufficiale della Marina britannica sperimenta l’incubo di risvegliarsi in un mondo nazificato, dove i prigionieri-­schiavi sono selvaggina per la caccia di un feroce sovrano: un’allarmante rappresentazio­ne della storia come avrebbe potuto svolgersi – o ucronia, come l’ha definita nel 1876 Charles Renou­vier. Che nasca dal rimpianto o dalla ribellione, da un credo filosofico-­religioso o dall’attrazione per gli infiniti possibili, ogni opera ucronica è destinata a falcidiare certezze, a dinamitare la nostra visio­ne del mondo, giacché insinua il dubbio che la sto­ria sia un gigantesco trompel'œil e che anche la più confortante realtà possa di colpo vacillare, spalan­cando abissi angosciosi. A questo sovversivo gene­re letterario, cui lo lega una tenace passione, Em­manuel Carrère ha dedicato una seducente rifles­sione che, oltre a ripercorrerne le tappe salienti, ne addita le sconcertanti implicazioni: i regimi to­talitari non hanno del resto adottato la tecnica u­cronica per imporre una storia controfattuale? Ma c’è di più: proprio quando sembra rivestire i panni del teorico sottile e distaccato, Carrère ci trascina nel laboratorio da cui sono nati I baffi e L’Avversario, dove vite parallele e alternative sgretolano quel­la fragile costruzione che è la nostra identità. E ci svela che, dalle più innocenti rêverie retrospettive fino alle devianze che sogniamo o paventiamo, l’ucronia è sempre dentro di noi.

Leggi di più

liz
Commentato per la prima volta da: liz

Genere: Saggistica

Anno di pubblicazione: 1986

  • Commenti
  • Inserisci il tuo commento
  • Dai solo una valutazione

1 Commento presente

  • liz
    liz
    07 Dicembre 2024
    Questo breve saggio di Carrère è una riformulazione della tesi di laurea dell’autore, dedicata, come indica il titolo, al concetto poco diffuso di ucronia. L’ucronia viene descritta in parallelo alla più famosa utopia, ed è caratterizzata dalla manomissione della storia per creare un presente desiderato/temuto. Tramite esempi di ucronie nella storia e nella letteratura, Carrère cerca di delineare i confini di questo concetto, concentrandosi anche su aspetti molto interessanti come l’utilizzo dell’ucronia in moltissimi regimi totalitari. 

    Anziché concludere che la storia non esiste, [l’ucronista] preferisce, se è ragionevole (ma di fatto non lo è, poiché è un perverso), convincersi che sia falsificata e ingannevole, e che sia possibile convincere gli altri di questo inganno, rimpiazzandolo con il suo. Non è una pretesa insensata. Solo che richiede mezzi di cui il singolo non dispone, ma lo Stato sì. 

Vuoi scrivere il tuo commento? Accedi oppure registrati.

Vuoi inserire la tua valutazione? Accedi oppure registrati.