Suite Française di Irène Némirovsky

di Irène Némirovsky

Suite Française

Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande «sinfonia in cinque movimenti» che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l’occupazione nazista: "Tempesta in giugno" (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell’arrivo dei tedeschi) e "Dolce" (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una «sposa di guerra» a un ufficiale tedesco). La pubblicazione, a sessant’anni di distanza, di "Suite francese", il volume che li riunisce, è stata in Francia un vero evento letterario. Non è difficile capire perché: con "Suite francese" ci troviamo di fronte al grande «romanzo popolare» nella sua accezione più nobile: un possente affresco, folto di personaggi memorabili, denso di storie avvincenti, dotato di un ritmo impeccabile, nel quale vediamo intrecciarsi i destini di una moltitudine di individui travolti dalla Storia. Su tutti – il ricco banchiere e il giovane prete, la grande cocotte e la contadina innamorata, lo scrittore vanesio e il ragazzo che vuole andare al fronte e scopre invece le gioie della carne fra le braccia generose di una donna di facili costumi – Irène Némirovsky posa uno sguardo che è insieme lucidissimo e visionario, mostrandoci uno spettro variegato di possibilità dell’uomo: il cinismo, la meschinità, la vigliaccheria, l’arroganza e la vanità, ma anche l’eroismo, l’amore e la pietà. «La cosa più importante, qui, e la più interessante» scriveva la Némirovsky due giorni prima di essere arrestata «è che gli eventi storici, rivoluzionari, ecc. sono appena sfiorati, mentre viene investigata la vita quotidiana, affettiva, e soprattutto la commedia che questa mette in scena».

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pirripax
Commentato per la prima volta da: pirripax

Genere: Romanzi

Anno di pubblicazione: 2004

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2 Commenti presenti

  • giur
    03 Maggio 2026
    La prosa di Nemirovsky è sempre "pastosa" ma scorrevole: leggere i suoi racconti, anche quelli incompleti (come Suite francese) ricorda il momento in cui si gusta una pietanza complessa ma buonissima. La prima parte del romanzo è, a mio avviso, più interessante della prima: una sinfonia di voci e vicende di parigini in fuga, insieme alle loro speranze, ai loro timori e al loro egoismo. Alcuni di loro li ritroviamo nella seconda metà del libro: Dolce (da cui è stato tratto un film) è come il "raffreddamento" dopo i concitati sentimenti della prima metà. Viene da chiedersi cosa la narrazione ci avrebbe riservato nelle parti, purtroppo, mai scritte. Personalmente, trovo l'autrice una voce capace di esprimere con acume e profondità molti sentimenti umani, ma soprattutto quelli negativi: i personaggi di Nemirovsky sognano e amano, è vero, ma soprattutto invidiano, odiano, si ribellano e, non spesso, sopprimono il negativo che li anima. Dove non arrivano le loro parole, si spingono quelle della voce narrante e lo fanno tramite uno stile narrativo di rara bellezza.

    Stava morendo, ecco tutto, e bisognava farlo secondo le regole. Quell'ultimo atto, quella morte, quel testamento, quante volte se li era figurati come brillante recita finale di un Péricand-Maltete sul palcoscenico del mondo. Essere stato per dieci anni un povero vecchio impotente che non sa vestirsi da solo e al quale si soffia il naso, e ritrovare d'un tratto tutta la propria importanza! Punire, ricompensare, deludere, appagare, dividere i propri beni secondo la propria volontà. Dominare gli altri. Far sentire agli altri il proprio peso. Essere protagonista.

  • pirripax
    04 Gennaio 2021
    3 Giugno 1940, Parigi è bombardata…la Guerra entra in città e diventa reale. Con l’aplomb della Capitale, in un climax di confusione ed incertezza, chi può comincia ad organizzare la partenza verso destinazioni accoglienti ed al riparo dalle operazioni militari. Tre grossi flussi di persone attraversano l’Hexagone. I raffazzonati fuggitivi, l’Armée de Terre in rotta e la Wehrmacht di occupazione comporranno a breve un equilibrio inedito e formeranno una nuova comunità di uomini e donne obbligata a condividere gli stessi spazi. Lontana da una descrizione puramente storiografica, Irène Némirowsky coglie l’irrefrenabile Umanità che anima gli Individui a dispetto della retorica della Guerra, indugiando talvolta divertita sui tratti caratteristici dell’aristocratica Elite Bourgeoise, dei ricchi proprietari terrieri e della comunità rurale.

    Toulouse se flattait d’avoir fait son devoir et plus que son devoir vis-à-vis des réfugiés:elle les avait accueillis à bras ouverts;elle les avait pressés contre son cœur[.]Il était dommage seulement que cet état de choses se prolongeât plus que de raison[.]Aussi–à mots couverts,par la voie de la presse,et d’une manière moins voilée,plus brutale,par la bouche des habitants–les priait-on instamment chaque jour de s’en aller au plus vite,ce que jusqu’ici les circonstances n’avaient pas permis.

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