Quello che non ti dicono di Mario Calabresi

di Mario Calabresi

Quello che non ti dicono

«Mi aiuti a scoprire chi era mio padre? Non l'ho mai conosciuto, ma è sempre con me.» Per mesi questa richiesta, arrivata alla fine di una presentazione de "La mattina dopo", è rimasta sepolta nei miei pensieri. Poi, la mail di un missionario che vive nel deserto algerino mi ha convinto a mettermi in viaggio. Il padre di Marta scomparve nel 1975 quando lei non era ancora nata, risucchiato nel gorgo del terrorismo che aveva cominciato a insanguinare l'Italia. Carlo Saronio, figlio di una delle famiglie più benestanti di Milano, non aveva ancora ventisei anni quando venne tradito dagli amici con cui condivideva ideali rivoluzionari. Marta per anni non ha mai fatto domande, immersa in un faticoso silenzio. Ma non si può vivere in eterno con i fantasmi, arriva sempre il giorno in cui dobbiamo fare i conti con le memorie, anche le più dolorose. Così le ho detto di sì, e ho cominciato un viaggio alla ricerca delle tracce di quel ragazzo che viveva sospeso tra due mondi inconciliabili, che trovò il coraggio di scegliere la sua strada quando era troppo tardi. Scavando nei ricordi di una Milano in cui il passato è ancora presente tra noi, sono riuscito a riannodare i fili di una storia mai raccontata, che appartiene anche a me.

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lou
Commentato per la prima volta da: lou

Genere: Saggistica

Anno di pubblicazione: 2020

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  • lou
    lou
    19 Marzo 2021
    Calabresi torna inevitabilmente agli anni di piombo, al dolore del terrorismo che lo segnò in modo così drammatico. La storia raccontata è quella di Carlo Saronio, un giovane dell'alta borghesia milanese che abbraccia gli ideali rivoluzionari dell'epoca e ne rimane intrappolato, rapito e ucciso dai compagni di lotta armata. Saronio era un giovane dotato e studioso, che rifiutò la sua condizione privilegiata per aderire a Potere Operaio di Carlo Fioroni, responsabile del suo rapimento. Una vicenda che si presta ad una ricostruzione giornalistica della storia di quegli anni bui, che Calabresi indaga con ossessiva determinazione.

    Ho cercato testimonianze dirette di quel mondo, incontrando silenzi gelidi e imbarazzati, allora mi sono procurato tutti gli atti ufficiali possibili: processi, indagini, documenti di polizia, atti d'inchiesta parlamentari, e ho messo in fila ciò che mi sembrava utile e illuminante. (...) La giustizia, per quanto imperfetta, ha provato ad attribuire responsabilità e pene, ora, quarantacinque anni dopo, restano uomini e donne, spesso alla deriva, che non ha più senso strappare dal loro oblio.

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