La disciplina di Penelope di Gianrico Carofiglio

di Gianrico Carofiglio

La disciplina di Penelope

Penelope si sveglia nella casa di uno sconosciuto, dopo l’ennesima notte sprecata. Va via silenziosa e solitaria, attraverso le strade livide dell’autunno milanese. Faceva il pubblico ministero, poi un misterioso incidente ha messo drammaticamente fine alla sua carriera. Un giorno si presenta da lei un uomo che è stato indagato per l’omicidio della moglie. Il procedimento si è concluso con l’archiviazione ma non ha cancellato i terribili sospetti da cui era sorto. L’uomo le chiede di occuparsi del caso, per recuperare l’onore perduto, per sapere cosa rispondere alla sua bambina quando, diventata grande, chiederà della madre. Penelope, dopo un iniziale rifiuto, si lascia convincere dall’insistenza di un suo vecchio amico, cronista di nera. Comincia così un’appassionante investigazione che si snoda fra vie sconosciute della città e ricordi di una vita che non torna. Con questo romanzo – ritmato da una scrittura che non lascia scampo – Gianrico Carofiglio ci consegna una figura femminile dai tratti epici. Una donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. Un personaggio che rimane a lungo nel cuore, ben oltre l’ultima pagina del sorprendente finale.

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uma
Commentato per la prima volta da: uma

Genere: Giallo

Anno di pubblicazione: 2021

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3 Commenti presenti

  • norah
    24 Aprile 2021
    Sarà per la lettura vivace e scorrevole, sarà per la descrizione di vie, piazze e giardini che frequento quasi ogni giorno perché nei pressi della mia abitazione, che ho letto questo libro di Carofiglio con vero piacere. Narra di un uomo che vuole scoprire la verità riguardo la morte della moglie, trovata senza vita in un prato di Rozzano. Il tribunale ha archiviato il caso, ma nell’archiviazione c’è scritto che a suo carico ci sono sospetti inquietanti e che le indagini hanno evidenziato l’insussistenza di ipotesi alternative. Queste parole pesano enormemente nella mente dell’uomo, che teme che col passare del tempo la figlia possa pensare a lui come l’assassino della madre, Penelope, ex pubblico ministero, affronta il caso in modo appassionato e deciso.
  • valewanda
    10 Marzo 2021
    Carofiglio scandisce il mio tempo, sempre. I suoi libri accompagnano la mia vita dettandone il momento. Così come leggevo il libro precedente su un autobus affollato, divorandone le pagine prima di andare al lavoro, così ora mi prendo una pausa pranzo lavorando da casa, con la fretta di nascondermi dentro le sue pagine. I suoi libri sono vita e nostalgia insieme, prima, durante e dopo. Carofiglio riesce sempre a raccontare qualcuno e qualcosa, e lo sa fare bene, rendendo semplice anche ciò che non lo è, seminando poesia nelle strade, nei piatti cucinati, nei calici di vino, nelle storie, nei crimini, in chi li commette e in chi ne è vittima. Inusuale in questo caso è la protagonista, Penelope, un p.m. in pausa per errori del passato, che si fa coinvolgere in un caso irrisolto da un marito che chiede giustizia. La storia che emerge e coinvolgente come sempre, benché l’ambientazione milanese, vicino a casa mia, non abbia lo stesso cuore della Bari tanto cara all’autore, che qui manca. 

    “E’ una frase di Shakespeare, dal Macbeth:”Date parole al dolore. Il dolore che non parla sussurra al cuore oppresso e gli dice di spezzarsi”.

  • uma
    uma
    19 Febbraio 2021
    Ennesimo legal thriller del prolifico Carofiglio, stavolta al femminile in prima persona. La protagonista, un pubblico ministero costretta al ritiro per un fatto che non viene svelato, è una femmina alfa: intelligente, energica, determinata, volitiva, ma sola e schiava dei suoi vizi e delle sue debolezze. Il libro si legge tutto d'un fiato, apprezzabile per la scrittura scorrevole e intrigante nello svolgimento, anche se l'intreccio si rivela esile e in alcuni passaggi semplicistico. E' ambientato a Milano, in zone a me famigliari, al punto che mi è sembrato di riconoscere personaggi e ambientazioni.

    Era disciplinata ma non sottomessa, pensai, proprio con queste parole. Disciplina senza sottomissione: mi piacque molto, mi parve un'intuizione e, forse, un insegnamento. Un modo di essere nel mondo. Una cosa cui non avevo mai pensato prima e una possibile soluzione. Una scelta.

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