Elogio del margine; Scrivere al buio di Bell Hooks, Maria Nadotti

di Bell Hooks, Maria Nadotti

Elogio del margine; Scrivere al buio

Essere donna, nera e di bassa estrazione sociale negli Stati Uniti, e far nascere un pensiero in grado di combattere l'oppressione senza trascurare nessuna delle sue forme. Questo l'obiettivo centrato da bell hooks, i cui scritti sono conosciuti in tutto il mondo e illuminano i movimenti antirazzisti e femministi, oltreoceano come in Italia. Tra case, cinema e aule universitarie ELOGIO DEL MARGINE ci mostra dove si è svolta e si svolge la resistenza delle donne afroamericane.SCRIVERE AL BUIO, dialogo con Maria Nadotti, scava nel vissuto dell'autrice di Hopkinsville, mostrandoci che la riflessione politica non può che partire dalla vita quotidiana.

Leggi di più

giur
Commentato per la prima volta da: giur

Genere: Saggistica

Anno di pubblicazione: 2020

  • Commenti
  • Inserisci il tuo commento
  • Dai solo una valutazione

1 Commento presente

  • giur
    16 Marzo 2022
    Sebbene l'Elogio del margine sia una delle raccolte di bell hooks più famose, questa edizione è qualcosa in "più". Nella prima parte, bell hooks scrive della vita delle donne afroamericane, e non solo, a partire dall'osservazione della propria esperienza. Spiega come il margine possa essere, e sia spesso stato, un luogo di resistenza attiva, invece che una "periferia sociale" in cui relegare/essere relegati. I saggi in questo elogio spaziano dai più politici, a quelli a sfondo culturale, fino a quelli sull'estetica delle abitazioni della comunità afroamericana.A questa variegata e ricca miniera di pensiero Nadotti è interessata, tanto da "rincorrere", trent'anni fa, la collega americana e intervistarla sulla sua formazione come donna, accademica e femminista. Ne risulta un incontro intellettuale di mondi, di esperienze, a tratti enigmatico o provocatorio. Un libro bellissimo, sicuramente da avere e da cui imparare. anche se lo si gode maggiormente se si conosce già un po' bell hooks.

    Questo "noi-soggetto" è quel "noi-oggetto" nei margini del "noi e loro", quel "noi-soggetto" che abita lo spazio del margine inteso non come luogo di dominio, ma di resistenza. Entrate in quello spazio. Il mio è un invito deciso. Vi scrivo, vi parlo, da un luogo ai margini, un luogo dove io sono diversa, dove vedo le cose in modo differente. Sto parlando di ciò che vedo.

Vuoi scrivere il tuo commento? Accedi oppure registrati.

Vuoi inserire la tua valutazione? Accedi oppure registrati.